Mi chiamo Laura, ho 38 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Di fuori, sono la moglie perfetta: Marco mi aspetta a casa con i nostri due figli, cene calde, sorrisi educati. Ma dentro… dio, dentro brucio. L’anello al dito luccica mentre guido verso l’ufficio, ma la mia fica è già fradicia al pensiero di Paolo, il mio amante. Collego, 45 anni, sposato anche lui. Ci incontriamo da mesi, di nascosto, in posti assurdi. Oggi è tardi, Marco ha chiamato: ‘A che ora torni, amore?’. ‘Riunione urgente, arrivo entro le nove’. Bugia. Il cuore mi martella nel petto. Parcheggio sotterraneo, buio, ultimo livello. Rischio tutto: telecamere, custode, il mio matrimonio.
Scendo dall’ascensore, tacchi che echeggiano. Paolo è lì, appoggiato alla sua Audi nera, sorriso da lupo. ‘Sei in ritardo, troia sposata’. Mi afferra per i fianchi, mi sbatte contro il muro freddo. Sento l’odore di gomma bruciata e il suo sudore. ‘Ho pensato a te tutto il giorno’, ansimo, mentre la sua mano sale sotto la gonna. Niente mutande, come mi ha ordinato. Le dita mi aprono la fica, bagnata da morire. ‘Guardati, con l’anello del marito e la passera che cola’. Mi bacia duro, lingua che invade. Io gli slaccio i pantaloni, tiro fuori il cazzo duro, grosso, venoso. Lo stringo, lo pompo veloce. ‘Succhia’, ordina. Mi metto in ginocchio sull’asfalto sporco, graffiandomi le calze. Lo prendo in bocca, lo lecco dalla base alla cappella, sapore salato di pre-sborra. Gemo, la gola piena, mentre lui mi tiene i capelli.
Il Segreto che Mi Brucia Dentro
Non resiste. Mi tira su, mi gira, gonna alzata. ‘Allarga le cosce’. Entra di colpo, un colpo secco che mi spacca in due. ‘Cazzo, quanto sei stretta’. Mi scopa forte, ritmicamente, il muro che graffia la schiena attraverso la camicetta. Sento il cuore esplodere, il clitoride che pulsa. ‘Più forte, Paolo, scopami come una puttana’. Lui accelera, palle che sbattono sul mio culo, mano sulla bocca per i gemiti. ‘Ti riempio, troia’. Viene dentro, caldo, abbondante, mentre io contraggo la fica intorno al suo cazzo, orgasmando violento, gambe che tremano. Sperma che cola subito, lungo le cosce. Due minuti, non di più. Urgenza pura.
Mi ricompone in fretta. Bacio umido, ‘A presto, amore mio proibito’. Salgo in macchina, gonna appiccicosa, odore di sesso che riempie l’abitacolo. Guido verso casa, semaforo rosso: controllo lo specchietto, rossore sul collo, capelli scompigliati. Marco apre la porta, ‘Tutto ok?’. Sorriso innocente, ‘Sì, stanca morta’. Cena, figli che chiacchierano. Sento lo sperma di Paolo scivolare fuori, bagnare la sedia. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questo segreto mi fa viva. Domani, un altro rischio. La doppia vita… non la cambierei per niente.