Mi chiamo Sofia, 38 anni, sposata con Luca da dodici. Lavoro come avvocata in uno studio importante a Roma. Di giorno sono la donna perfetta: tailleur impeccabile, sorriso professionale, casa con giardino, cene familiari. Luca è dolce, affidabile. Ma ieri… Dio, ieri tutto è cambiato. Ero nel giardino di casa, a raccogliere ciliegie dal nostro albero. L’aria calda, umida, tuoni lontani. Ho sentito un prurito lì sotto, sulla fica. Una cimice schifosa mi ha punta dritto sul clitoride. Dolore acuto, poi… calore. Un formicolio che saliva, insopportabile.
Tornata a letto, Luca dormiva. Io no. Il cuore mi batteva forte, la fica gonfia, pulsava. Mi sono toccata piano, sotto le lenzuola. L’orgasmo è arrivato veloce, violento. Speravo passasse. Macché. Alle due di notte, di nuovo. Mi sono masturbata furiosamente, mordendomi il labbro per non gemere. Il clitoride enorme, sensibile come mai. Pensavo a Luca accanto, al mio anello nuziale che luccicava al chiaro di luna. Colpa? Un po’. Ma l’eccitazione… oh, era più forte. Stamattina, Luca è uscito per lavoro. Io tremavo, la fica bagnata fradicia. Non ce la facevo più. Ho deciso: il medico, qui nell’edificio. Rischioso, ma urgente. Prima che torni lui.
La Mia Vita Perfetta e il Fuoco che Brucia Dentro
Ho infilato un vestito leggero, niente mutande. L’ascensore. Cuore in gola. Sale un vicino, Marco, quel tipo muscoloso, occhi azzurri. Mi sorride, sa qualcosa? Sento il suo sguardo sulla mia pelle. ‘Tutto bene, Sofia?’ mormora. Arrossisco. ‘Sì… medico.’ Le porte si chiudono. Il suo profumo maschio mi fa impazzire. Ma no, resisto. Scendo al quinto.
La dottoressa è assente, sostituto: il dottor Gianni, giovane, bello da morire. Mi invita nel кабинет. ‘Cos’ha, signora?’ Balbetto: ‘Una puntura… lì. Non passa. Sono… eccitata sempre.’ Lui arrossisce, ma i suoi occhi brillano. ‘Faccia vedere.’ Mi sdraio, alzo la gonna. La fica esposta, clitoride gonfio, rosso. Lui indossa i guanti, tocca. ‘Dio, è enorme.’ Le sue dita sfiorano, io gemo. L’anello al dito luccica contro la sua mano villosa. ‘Devo… controllare.’ Inizia a strofinare piano il clitoride. Io ansimo, ‘Dottore… no…’ Ma spingo i fianchi su.
L’Incontro Esplosivo nel Cabinetto Medico
‘Terapia manuale,’ dice rauco. Le sue dita entrano nella fica bagnata, due, tre. Mi scopa con le dita, veloce. Io vengo subito, squirto sul lettino. ‘Brava,’ ansima. Si slaccia i pantaloni. Cazzo duro, grosso, venoso. ‘Devo provare dentro.’ Mi penetra di colpo, profondo. ‘Cazzo, sei strettissima!’ Geme. Io stringo le gambe intorno a lui, unghie nella schiena. ‘Scopami forte, prima che torni mio marito!’ L’urgenza ci divora. Colpi secchi, il lettino cigola. Sento il suo cazzo pulsare, gonfio nella fica. Mi succhia i capezzoli, morde. Io vengo di nuovo, urlo piano. Lui accelera, ‘Ti riempio, troia sposata!’ Spara fiotti caldi dentro, uno dopo l’altro. Non smette, continua a spingere. Io squirto ancora, bagnando tutto.
Finalmente si ferma, sudato. ‘Non è passato, eh?’ Ride piano. Io mi alzo tremante, fica che gocciola sperma. ‘Grazie, dottore. Segreto.’ Mi bacia, ‘Chiamami Gianni. Torna.’ Scendo, gambe molli. Rientro a casa, Luca chiama: ‘Tardi stasera?’ ‘No, amore, preparo cena.’ Mi guardo allo specchio: rossore sul collo, anello pulito. La fica pulsa ancora, piena del suo seme. Colpa? Poco. Il brivido del segreto mi fa venire di nuovo, solo pensandoci. Domani? Chissà. Questa doppia vita… mi eccita da morire.