Dio, non ce la faccio più. Sono Anna, 42 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Marco da 15 anni, due figli, casa perfetta, cene in famiglia. Tutti mi guardano come la donna ideale: elegante, composta, fedele. Ma dentro… dentro brucio. Ho una doppia vita. Luca, il figlio del vicino, 22 anni, studente. Moreno, muscoloso, con quel cazzo che mi fa impazzire. È iniziato per gioco, un’occhiata, un tocco. Ora è dipendenza. L’adrenalina del rischio mi bagna la fica solo a pensarlo.
Stasera. Sto preparando la cena, Marco guarda la TV, i ragazzi fanno i compiti. Il telefono vibra. ‘Vieni ora. Garage aperto. Non resisto.’ Cuore che martella. Sudo. Guardo l’anello al dito, quello che Marco mi ha messo 15 anni fa. ‘Esco a comprare il latte,’ dico con voce tremante. Marco annuisce, distratto. Chiudo la porta, gambe molli. Il vialetto è buio, solo la luce del garage del vicino filtra. Entro di soppiatto. Luca mi afferra subito, mi bacia con urgenza. ‘Cazzo, Anna, sei una bomba. Tuo marito sa quanto sei troia?’
Il Segreto che Mi Brucia Dentro
‘Zitto, Luca. Dobbiamo fare in fretta. I miei tornano tra mezz’ora.’ Le sue mani sotto la gonna, direct sul clitoride. Geme. Io pure. Mi sfila le mutande, le infila in tasca. ‘Le tengo come trofeo.’ Mi gira, mi piega sul cofano della macchina. Sento la zip, il suo cazzo duro che preme contro il mio culo. ‘Guardami l’anello mentre ti scopo,’ dice ridendo. Entro con un colpo secco. ‘Aaaah! Piano, cazzo!’ Ma lo voglio così, violento. Spinge forte, la fica che schizza. ‘Sei fradicia, puttana sposata. Stringi.’ Io stringo, ondeggio i fianchi. Il cuore mi esplode nel petto. Ogni spinta un rischio: e se Marco chiama? E se i vicini sentono?
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno a Casa
Luca mi afferra i capelli. ‘Succhiamelo prima.’ Mi metto in ginocchio sul cemento freddo. Apro la bocca, lo prendo tutto. Gola profonda, come una porca. Lecca le palle, linguale il glande. ‘Brava, Annie… no, Anna la troia.’ Geme forte. Io tossisco, ma continuo. Sputo, lubrifico. Poi mi rialza, mi sbatte contro il muro. Gambe aperte, mi penetra di nuovo. ‘Ti riempio, eh? Sborro dentro.’ ‘No, dai, sul culo!’ Ma è tardi. Sento il calore, il suo sperma che cola. Io vengo urlando piano, unghie nella sua schiena. Due minuti di paradiso puro. Sudati, ansimanti.
‘Vai ora,’ dice lui, baciandomi. Mi sistemo la gonna, le mutande in tasca sua. Esco, gambe che tremano. Rientro a casa, latte in mano finto. ‘Tutto ok?’ chiede Marco. ‘Sì, amore.’ Sorriso perfetto. Mi siedo a tavola, sento il suo sperma colarmi piano lungo la coscia. Tocco l’anello, freddo contro la pelle bollente. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani lo rifarò. Questo segreto è la mia droga. La rispettabile Anna di giorno, la troia di notte. Dio, che vita.