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Confessione: La Mia Notte di Sesso Proibito con uno Sconosciuto Mascherato

Mi chiamo Sofia, ho 36 anni, sono sposata da dodici con Luca, il padre dei miei due bimbi. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, con tailleur eleganti e alliance al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Mamma premurosa, moglie fedele. O almeno, così appare. Dentro, però… dentro brucia un fuoco che reprimo da anni. L’adrenalina del proibito, il rischio di essere scoperta, mi fa impazzire. Luca è dolce, ma il sesso con lui è routine. Io sogno di più, di selvaggio, di sporco.

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Quest’anno, per Capodanno, amici di Luca ci invitano a un veglione mascherato a tema medievale in una vecchia locanda tra le colline toscane. ‘Dai, Sofia, usciamo dalla gabbia!’, mi dice lui ridendo. Io esito. I bimbi da lasciare alla baby-sitter, ma accetto. Il cuore già batte forte. Mi vesto da cortigiana: abito scollato rosso, tette che spingono sul corpetto, loup dorato sugli occhi. Niente reggiseno, il capezzolo sfiora il tessuto. Luca è un crociato perfetto, elmo e tutto. ‘Sei una bomba’, mi sussurra, e io arrossisco.

La Mia Vita Rispettabile e il Desiderio Nascosto

Arriviamo, sala piena di gente mascherata. Cena, risate, brindisi. A mezzanotte, il gioco: uomini in fila, donne dall’altra, baci auguri a tutti. Tra i crociati, ne vedo un altro. Alto, muscoloso. Non ci penso. Balli, musica techno che stride col tema. Luca balla con una regina mora. Io cambio partner. Eccolo, il crociato sconosciuto. Mi prende la mano. ‘Buon anno, madonna’, mormora con voce profonda. Il suo tocco… elettrico. Danziamo un lento. Mi stringe. Sento il suo cazzo duro contro la pancia. ‘Shh…’, dice, mano sul mio culo. Io… io non resisto. Il cuore mi martella. L’alliance al dito sfrega la sua armatura mentre la mia mano scivola giù. Lo palpo. Spesso, pulsante. ‘Vieni…’, gli sussurro, trascinandolo via.

L’Esplosione di Piacere nel Ripostiglio

Sgattaioliamo in un corridoio buio, verso i bagni. Odore di piscio, ma non importa. Troviamo una porta socchiusa: un ripostiglio. Tavoli accatastati, buio fitto, solo luce da un lucernario. Chiudo la porta. Mi gira, mi bacia il collo. ‘Sei mia stasera’, ringhia. Mi inginocchio, cuore in gola. Tiro giù i calzoni: cazzo enorme, venoso, cappella viola. Lo prendo in bocca. Lo succhio forte, lingua che gira sul glande. Gemo. ‘Cazzo, che troia…’, ansima lui. Mi alzo, lui mi solleva la gonna, string giù fradicio di figa. ‘Sei bagnata persa’. Mi piega sul tavolo, gambe larghe. La cappella preme sulla fica aperta. Entra piano… poi sbatte. ‘Ah! Sì! Scopami!’, gemo piano. Mi martella, palle che sbattono sul culo. Le tette saltano fuori, lui le munge. Io spingo indietro, lo quiero tutto dentro. ‘Più forte, porco!’. Mi rigira, mi siede sul tavolo, gambe spalancate. Rientra nella fica, pollice sul clito gonfio. Sto per venire… ma lui esce. ‘No, nel culo’. Lubrifica con la mia eccitazione, spinge. L’anello si apre, lo ingoia. ‘Cazzo, che stretto!’. Mi incula piano, poi veloce. Due dita in fica, mi riempie. Esplodo, squirto. Lui continua, bestiale. Gente passa fuori, voci vicine. Il rischio mi fa impazzire. Stringo il culo, lo munto. ‘Vengo!’, grugnisce. Sborra caldo nel mio culo, fiotti che colano.

Crollo, gambe tremanti. Lui si riveste. ‘Grazie, sei una dea’. Esco prima, senza mutande, sborra che scivola giù la coscia. Ritorno in sala. Eccolo, Luca, che balla con la mora. Mi sorride, mi fa cenno. Il sangue gela. Era lui? No… quello è mio marito. L’altro crociato… uno sconosciuto. Vergogna, eccitazione pura. ‘Tutto ok?’, mi chiede Luca. ‘Sì… caldo solo’. Balliamo, la sborra cola, il culo pulsa. Segreto mio. A casa, Luca mi racconta di aver flirtato. Io sorrido, bagnata di nuovo. Da allora, ci penso masturbandomi. La doppia vita… mi eccita da morire. Vorrei rifarlo, quel brivido. Chissà.

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