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La Mia Doppia Vita: La Lezione Segreta col Mio Padrone di Casa

Dio, non ce la faccio più. Di giorno sono Sofia, 32 anni, avvocatessa a Milano, sposata con Marco da cinque anni. Casa perfetta, ufficio impeccabile, tailleur grigi e alliance al dito che luccica sotto le luci al neon. Rispettabile, no? Ma dentro, brucio. Il sesso con Marco è… routine. Una sveltina noiosa, zero brividi. E poi c’è lui, il signor Vittorio, il mio padrone di casa. Sessant’anni, ex psicologo, confidente da quando ho affittato l’appartamento per il mio studio privato. Mi ha ‘aiutato’ la prima volta coi miei seni, piano, esperte carezze. Ora voglio di più. Il cuore mi batte forte mentre guido verso casa. ‘Solo un problema all’impianto’, dirò a Marco se chiama. Ma è una bugia. L’adrenalina del segreto mi bagna già le mutande.

Entro in ufficio, fingo di lavorare. Ma la testa è altrove. Guardo i colleghi maschi di nascosto, mi chiedo se sono bravi come Vittorio. Ieri sera mi sono masturbata pensando a lui, dita nella figa, orgasmo violento. Non dormo quasi. Alle 18, chiudo tutto. Marco è in viaggio, per fortuna. Salgo le scale di corsa, cuore in gola. Mi cambio: gonna blu corta, mutandine bianche di cotone, innocenti. Sotto, niente reggiseno, i capezzoli duri. Busso alla sua porta, sudata, eccitata. ‘Entra, Sofia’, sorride. Occhi che mi spogliano. ‘Problemi?’ ‘No… voglio la prossima lezione.’ Arrossisco. Lui guarda le mie gambe nude. ‘Sul divano, come l’altra volta.’

La Routine e il Fuoco Nascosto

Mi siedo, apro le gambe sui suoi ginocchi. La gonna si alza, figa coperta solo dal cotone umido. Non tocca subito lì. Accarezza i polpacci, le ginocchia, l’interno cosce. Pelle d’oca. ‘Belli, i tuoi fianchi. Ti stai bagnando, eh?’ Io… sì, annuisco, rossa. ‘Di’ che bagni.’ ‘Mi… mi bagna la figa.’ Ride piano. Sfiora la mutanda, le grandi labbra gonfie. Fruscii leggeri, non entra. Mi mordo il labbro, mi cambrerò. ‘Sotto, per favore.’ Tolgo le mutande, le allargo. Lui prende uno specchio, una salvietta, lubrificante. ‘Guarda la tua figa.’ La vedo: peli neri, labbra che si aprono, clitoride che spunta.

L’Incontro che Mi Ha Fatto Esplodere

Versa lubrificante, massaggia le grandi labbra, poi le piccole, le tira, le arrotola. ‘Oh cazzo, sì!’ Gemo forte. Dita nella fessura, vestibolo bagnato. ‘Guardala, la tua cyprine cola.’ Tocca il clitoride, tap tap sul cappuccio. ‘Le mie piccole labbra… il bottoncino!’ Due dita dentro la figa, dilatata, mentre sfrega il clito. Vengo urlando, contrazioni visibili nello specchio. ‘Brava, Sofia.’ Si inginocchia, lecca. Lingua nel buco, succhia le labbra, vibra sul clitoride. Altro orgasmo, elettrico, mi scuote. Voglio il suo cazzo. ‘Prendimi, ficcalo dentro!’ ‘No, lezione finita. Pazienta.’ Mi asciuga la figa tenero, mi dà le mutande. Lo guardo furiosa, ma eccitata da morire.

Rientro su, sola. La figa vuota pulsa. Frigo: prendo una carota grossa, la lavo, cellophane. Nuda allo specchio, cuscini a terra, gambe spalancate. La infilo piano, profonda. Immagino Vittorio che mi scopa. Vado veloce, pareti strette, urlo. Terzo orgasmo, senza sborra calda dentro. Doccia, letto. Domani Marco torna, cena normale, sorrisi. Ma io sorrido di più: il segreto mi fa sentire viva. Alliance al dito, figa ancora sensibile. Non vedo l’ora della prossima. Il rischio? Da morire.

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