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La Mia Doppia Vita: La Notte Bruciante nella Sala Cinema Privata

Sono Olga, professoressa universitaria, sposata da vent’anni con un uomo rispettabile. Vita perfetta: lezioni, conferenze, cene eleganti. Ma dentro, brucio. Adoro il rischio, il segreto che mi fa bagnare. Ieri ho invitato Fred, il mio tesista, a casa mia. ‘Vieni a lavorare alla tesi, qui è tranquillo’, gli ho detto. Lui arriva con Rebecca, la sua coinquilina. Bella, sfacciata. Mio marito è via per lavoro, perfetto.

In cucina, le lascio sole un attimo. Le spio dalla porta: si baciano, mani sotto la gonna. Rebecca le lecca la fica, Olga – io – gemo piano. Cuore che martella. Mi sistemo la gonna, arrossisco. Esco con un sorriso teso. ‘Guardiamo un DVD?’, propongo. Per calmare la tensione, o farla esplodere?

Il Segreto che Inizia con un Invito Innocente

La mia sala cinema privata: poltrone enormi, schermo curvo. Ci sediamo: io, Fred in mezzo, Rebecca. Lancio il film, luci basse. Rebecca gli sussurra: ‘La tua prof è una coquina’. Sa che l’ho quasi fatta venire con la lingua. Fred si eccita, cazzo duro nel pantalone. Lo vedo gonfiare. La mia fede nuziale luccica mentre stringo il bracciolo. Vorrei toccarlo.

Olga – io – mi sporgo: ‘Vi ho visti prima. Mi è piaciuto quel cazzo duro in bocca a Rebecca. Voglio vederlo da vicino’. Voce calma, ma respiro corto. Desiderio che pulsa. ‘Chiedi a lei’, dice lui. Parlo con Rebecca, sorrisi complici. Lei gli slaccia i pantaloni. Il cazzo salta fuori, duro, venoso. Lei lo prende in mano, lo libera dalle palle. Si inginocchia, lo lecca. Saliva che cola sulla cappella.

Io apro le gambe, remo la gonna sulla vita. Mi tocco la fica bagnata attraverso le mutande. Gemo piano. Taglio il sonoro del film. Si sentono i suoi risucchi, i gemiti di lui. Rebecca gli mette i seni intorno, branlette spagnola. Io sputo saliva tra le sue tette, lubrifico. ‘Brava’, penso, eccitata da morire.

L’Esplosione di Piacere nel Buio

Rebecca si lubrifica il dito, glielo infila nel culo. Lui ansima. Io le succhio quel dito, gusto il suo sapore. Poi lei lo incula piano, lo succhia forte. Io mi do tre dita in fica, apro le cosce sui braccioli davanti. Sudore che cola, fica che schizza. Lo guardo eiaculare: sborra sulle labbra di lei, sul collo, pancia. Io vengo urlando, corpo scosso.

Repus, ci guardiamo. Rebecca lo pulisce, ma io le prendo i fazzoletti. Mi avvicino nuda dalla vita in giù. Passo il cotone sul suo cazzo molle, piano, preciso. Sento il calore, l’odore di sborra. Si indurisce di nuovo. La mia mano trema, la fede fredda contro la sua pelle calda. Vorrei prenderlo in bocca, ma mi trattengo. Controllo io.

Rebecca sparisce. Io mi alzo, mi rimetto la robe, esco. In salotto, kimono di satin nero, piedi nudi. Triniamo al ‘week-end studioso’. Ridiamo. ‘Stanotte fate l’amore forte, fate vibrare i muri. Di mia parte’. Vado a farmi la doccia, ascolto.

Nel letto, li sento. Rebecca cavalca il suo cazzo, gemiti forti. Io mi tocco di nuovo, vengo piano. Domani mio marito torna, cena normale. Ma questo segreto… mi fa eccitare solo a pensarci. Il contrasto: la prof rispettata con la fica che stilla per un cazzo giovane. Il brivido di rischiare tutto. Non vedo l’ora della prossima volta. Cuore che batte ancora forte.

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