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La Mia Doppia Vita: La Scopata Proibita con il Mio Amante Segreto

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, avvocata in uno studio importante a Milano. Sposata con Marco da dieci anni, casa perfetta, figli a scuola, vita impeccabile. Tutti mi guardano con rispetto, io sorrido, stringo mani, porto tailleur eleganti. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho un amante, Luca, un meccanico che ho incontrato per caso al bar sotto l’ufficio. Ci conosciamo da due mesi, messaggi sporchi, sguardi che promettono fuoco. Non abbiamo mai scopato, ma oggi… oggi non resisto più.

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È giovedì, esco dall’udienza alle 18. Mando un sms: ‘Tra 10 min da te. Non dire niente.’ Cuore che martella come un tamburo, l’anello nuziale mi stringe il dito, lo guardo e sento un brivido colpevole. ‘Tesoro, stasera cena tardi, riunione clienti’, dico a Marco al telefono. Voce calma, ma le mutande già bagnate. Prendo la moto – la mia passione segreta – e sfreccio verso la periferia, vento che mi scompiglia i capelli, adrenalina pura. Penso: e se mi vede qualcuno? E se Marco chiama? Ma cazzo, voglio il suo cazzo da settimane.

Il Mensonge Quotidiano e la Tensione che Mi Bruciava Dentro

Arrivo sotto casa sua, un palazzo anonimo. Parcheggio, esito un secondo, le gambe tremano. Suono, lui apre, non una parola. Salgo le scale dietro di lui, buio, solo il tic-tac della luce che si spegne. Entriamo, porta chiusa. Ci guardiamo nella penombra, occhi che si mangiano. ‘Elena…’, sussurra lui, voce rauca. Io: ‘Shh, fammi vedere.’ Le sue mani tremano mentre mi sfiora le labbra col pollice, lo mordo piano, lo succhio. Sento il suo cazzo indurirsi contro di me.

Mi spinge contro la porta, sbottona la camicia lenta, uno a uno. Niente reggiseno, i miei capezzoli duri come sassi. ‘Cazzo, sei perfetta’, geme, e la sua mano grande copre il mio seno sinistro, lo stringe, lo torce. Io gemo, ‘Più forte, Luca, fammi male.’ Il pollice gira sul capezzolo, lo pizzica, io inarco la schiena. L’altra mano slaccia i pantaloni, li tira giù con la gonna, mutande fradicie. Mi infila due dita nella fica, di colpo, bagnata fradicia. ‘Sei una troia sposata, eh?’, ringhia. ‘Sì, scopami come una puttana.’

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

Mi gira, mi piega sul tavolo della cucina, urgenza totale – ho 30 minuti prima di rientrare. Cazzo fuori, grosso, venoso, lo struscia sulla mia fica rasata. ‘Dimmi che lo vuoi più del tuo marito.’ ‘Sì, cazzo, scopami!’ Entra di botto, profondo, mi spacca in due. Io urlo, lui tapa la bocca, ‘Zitta, troia.’ Pomi ritmicamente, palle che sbattono sul mio clito, io vengo subito, spasmi violenti, ‘Sto venendo, oh dio!’ Lui accelera, mi afferra i fianchi, ‘Prendilo tutto.’ Sborra dentro, caldo, pieno, gocciola sulle cosce.

Ansimo, sudata, lui mi bacia il collo. ‘Vai, amore, torna dal tuo bravo marito.’ Mi rivesto veloce, specchio: rossetto sbavato, ma ok. Bacio sulla porta, ‘Ci vediamo presto.’ Moto accesa, torno a casa, vento che asciuga il sudore e la sborra che cola. Marco: ‘Com’è andata?’ Sorriso innocente, ‘Bene, stanca.’ A letto, lo abbraccio, sento il seme di Luca dentro di me, e rido dentro. Questo segreto mi fa viva, questa doppia vita è la mia droga. Domani? Un altro messaggio, un altro rischio. Non smetto mai.

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