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Confessione: La Mia Doppio Vita da Moglie Perbene e Puttana Segreta

Mi chiamo Elena, ho 48 anni, avvocatessa a Milano. Sposata da venticinque con Roberto, ingegnere serio. Due figli grandi, casa in ordine, vita impeccabile. Tutti mi invidiano: elegante, professionale, la moglie perfetta. Ma dentro… dio, dentro brucio. Adoro il segreto, quel batticuore quando rischio tutto. L’estate scorsa, fughe dalle spiagge affollate, affittiamo un casale sperduto in Umbria. I ragazzi partono subito con amici. Io e Roberto soli nella campagna deserta. Troppo calma, troppo noiosa la sua routine. Ogni mattina, scendo alla fattoria vicina per il latte fresco. Lì c’è lui, Matteo, 35 anni, contadino solido, muscoloso, pelle cotta dal sole. Basso, ma forte come un toro. E lei, Chiara, sua moglie, rustica, capelli unti e arruffati, corpo morbido, sorriso che ti disarma. Hanno due bimbi piccoli. Ci salutiamo, chiacchieriamo. I loro sguardi… complici, maliziosi. Sento l’adrenalina salire. Roberto non sospetta niente. Io sì, io lo voglio.

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Una sera, Roberto è stanco, dice che resta a casa con un mal di testa. ‘Vado da loro, mi hanno invitata per cena, da sola, per non disturbarti.’ Bugia facile. Cuore in gola mentre cammino nel buio. La fattoria illumina fioca. Matteo apre, mi stringe la mano. Sento i calli ruvidi sulla pelle. La mia fede nuziale luccica contro la sua pelle scura. ‘Entra, Elena.’ Chiara sorride, vino rosso già in tavola. Mangiamo, ridiamo. I bimbi dormono. L’aria si scalda. Matteo racconta del bosco vicino, dove ‘la gente si diverte’. Arrossisco, ricordo le mie fughe lì con Roberto, ma lui noioso. Chiara ride, tocca il braccio del marito. ‘L’abbiamo vista, Elena, lei nuda contro un albero.’ Dio, mi avevano spiata. Tensione elettrica. Le mani sotto il tavolo. Io esito… ‘Non dovrei…’ Ma il cuore pompa forte, la fica già bagnata.

Il Segreto che Mi Mangia Viva

Non resisto. Chiara mi bacia per prima, bocca umida, sapore di vino e terra. Matteo ci guarda, cazzo già gonfio nei jeans. Mi spogliano piano. La mia alliance fredda sul suo cazzo caldo, lo tiro fuori: grosso, venoso, odore di maschio sudato. ‘Mmm, succhialo, Elena.’ Mi inginocchio, lo prendo in bocca. Gola piena, sbavo. Chiara dietro, lecca la mia fica rasata, dita dentro, ‘Sei fradicia, troia sposata.’ La lecco a mia volta, peli folti, succo salato che cola sul mento. Matteo mi alza, mi sbatte sul tavolo. Cazzo dentro di colpo, duro, mi spacca. ‘Ah! Piano… no, forte!’ Pompa veloce, tette che ballano, ventre che trema. Chiara si struscia, mi bacia, pinza capezzoli. Poi mi gira, a pecorina. Matteo mi incula piano, olio da cucina come lubrificante. Brucia, ma eccita da morire. ‘Prendilo tutto, puttana!’ Grido, vengo, spruzzo sul pavimento. Lui mi riempie la fica di sborra calda, gocciola sulle cosce. Chiara lecca tutto, lingua vorace. Tempo? Mezz’ora, urgente, rischio che Roberto chiami. Cellulare vibra, lo ignoro.

Esco barcollando, notte fresca sulla pelle sudata. Cammino veloce al casale. Roberto dorme. Mi lavo in fretta, odore di sesso ancora addosso. Mi infilo a letto, mano tra le gambe, rivivo tutto. Il cazzo di Matteo, la lingua di Chiara, la fede che luccicava mentre lo masturbavo. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani sorriderò a Roberto, andrò in tribunale lunedì. Nessuno sa. Questo segreto mi fa viva. Voglio di più. Il brivido… non smette mai.

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