Mi chiamo Roberta, ho 37 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Marco da dodici anni, casa perfetta, figli a scuola, cene con amici. Tutti mi vedono come la donna ideale: elegante, composta, sempre sorridente. Ma dentro… dio, dentro brucio. L’anello al dito mi ricorda ogni giorno il mio ruolo. Eppure, adoro il rischio. Quel batticuore quando faccio cose che non dovrei. L’ultima volta… è successa proprio ieri sera.
Ero al ballo aziendale, sul rooftop di un hotel. Marco era rimasto a casa con i ragazzi, ‘Vai tu, divertiti’, mi ha detto. Indossavo quella robe lunga nera, aderente, senza reggiseno. Sentivo i capezzoli sfregare contro il tessuto. Fotografavo i ballerini per lavoro, ma i miei occhi cercavano altro. Lui. Alto, magro, con un completo grigio, l’apparecchio foto al collo. Mi ha immortalata mentre danzavo con un collega. Ho visto il suo sguardo. Affamato.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
Ho inciampato apposta, la scarpa è volata. Mi sono chinata, retroussando la gonna quel tanto che basta. Ho sentito l’aria fresca sulle cosce, il perizoma rosso che spuntava. L’ho guardato dritto nell’obiettivo. Sorriso complice. ‘Hai visto?’, pensavo. Lui ha scattato. Il cuore mi martellava. L’anello brillava sotto le luci. ‘Roberta, che fai?’, mi dicevo. Ma la fica pulsava già.
Dopo un po’, eccolo lì. ‘Balli con me?’. Voce bassa, sicura. Ho annuito. Le sue mani sui miei fianchi. Si muoveva bene. La gamba tra le mie cosce, sfiorandomi. Io gli ho premuto i seni contro il petto. Duro. L’ho sentito indurirsi nei pantaloni. ‘Sei sposata?’, mi sussurra. ‘Sì. E tu?’. ‘Libero’. Mano che scende sul culo. Stringe. Io rido, nervosa. ‘Attento, mi bagno’. Lui sorride. Fossette. Occhi scuri.
Fine ballo. ‘Ti riaccompagno’. No, troppo rischioso. ‘Casa mia, fra 20 minuti. Via X, appartamento 5. Ma veloce, mio marito…’. Corro a casa, trucco rifatto, profumo spruzzato. Suono. Entro lui. Porta sbattuta. ‘Non parlare’. Lo bacio vorace. Lingue che si intrecciano. Mani ovunque. ‘Sei pazza’, dice ridendo. ‘Scopami. Ora’.
L’Acte Intenso e il Piacere del Segreto
Lo spingo sul divano. Gli slaccio la cravatta, la camicia. Petto liscio, ventre piano. Bacio il collo, scendo. Pantaloni giù. Cazzo duro, grosso, cappella viola. ‘Mmm, bello’. Lo prendo in bocca. Succhio forte, saliva che cola. Geme. ‘Cazzo, Roberta…’. Le sue dita nei miei capelli. Io guardo l’anello che luccica mentre lo sego. Colpa? Un po’. Eccitazione? Infinita.
Mi alzo, tolgo la robe. Nuda, tranne il perizoma. Seni pesanti che oscillano. Mi siedo su di lui, a cavalcioni. ‘Dimmi che mi vuoi’. ‘Ti sfondo la fica’. Sì. Sposto il perizoma, lo infilo dentro. Umida, calda. Un colpo secco. Grido piano. ‘Piano, i vicini…’. Ma pompo forte. Cazzo che entra e esce, bagna tutto. Le sue mani sui miei capezzoli, pizzica. Io graffio la schiena. ‘Più forte’. Sudore che cola. Cuore a mille. ‘Vengo…’. Lui ansima. ‘Dentro?’. ‘Sì, riempimi’. Sborra calda, zampilli. Io tremo, orgasmo che mi spacca.
Cinque minuti. Tutto veloce, urgente. Mi alzo, sperma che cola lungo la coscia. ‘Vattene ora’. Bacio veloce. ‘Ci rivediamo?’. ‘Vedremo’. Chiudo la porta. Doccia lampo. Len zuola fresche. Marco rientra dopo un’ora. ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca’. Sorriso innocente. Mi sdraio accanto a lui. Sento ancora il cazzo dentro. L’anello freddo contro la pelle calda. Domani ufficio, udienze. Ma dentro, il segreto brucia. Voglio di più. Questo doppio gioco… mi fa viva.