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Confessione di una Moglie Rispettabile: la Mia Scopata Segreta sul Set

Mi chiamo Isabella, ho 48 anni, sono sposata da vent’anni con Antonio, ho due figlie adolescenti. Di giorno, sono l’attrice italiana rispettabile, quella che tutti ammirano nei salotti TV, con il tailleur impeccabile e l’anello nuziale che luccica al dito. Madre perfetta, moglie devota. Ma dentro… dio, dentro ardevo. Questa mattina mi sono svegliata con il cuore che martellava. Dovevo girare una scena di sesso. Niente di nuovo, ma stavolta… stavolta era diverso. Ieri sera, a cena, le figlie mi hanno aggredita: ‘Mamma, basta! Hai cinquant’anni suonati, pensa a noi, a papà, alla vergogna con le amiche!’. Antonio ha annuito, ma i suoi occhi dicevano altro: gelosia mista a eccitazione. ‘È il tuo lavoro, amore’, ha borbottato. Io ho sorriso, ma tremavo. Non per la scena. Per Luca. Il mio amante segreto, quel ragazzo di 28 anni, corpo da dio greco, cazzo lungo e spesso che mi ossessionava da mesi.

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Sul set, tutto pronto. Io nuda sotto le lenzuola, lui accanto, il suo uccello flaccido ma già imponente contro la mia coscia. ‘Action!’, grida il regista. Ci baciamo. Le sue mani sui miei seni pesanti, i capezzoli che si induriscono all’istante. Sento il suo cazzo gonfiarsi, premere sul mio pube. ‘Calmati’, gli sussurro all’orecchio. Ma lui sorride, malizioso. Il cuore mi esplode nel petto: e se ci beccano? La mia alleanza fredda contro la sua pelle calda. Sotto le coperte, muove i fianchi. Rotazioni lente. Poi… oh cazzo, entra. La cappella larga mi apre la fica bagnata. ‘Che fai? Sei pazzo!’, ansimo. ‘Scopami, Isabella. Lo vuoi da morire’. E ha ragione. Inizio a spingere i fianchi su, accogliendolo tutto. È enorme, mi riempie fino in fondo. Il regista urla: ‘Bravi, gémite di più!’. Io lo faccio, ma non fingo. Il piacere è vero, crudo. Le sue palle sbattono leggere contro il mio culo, le lenzuola scivolano. Lo stringo con le gambe, graffio la sua schiena muscolosa. ‘Sì, così, non fermarti!’, gemo forte. L’anello mi sfrega il clitoride mentre gli afferro le chiappe. Lui accelera, mi pompa come un animale. Sento l’orgasmo montare, violento. ‘Vengo… vengo!’, urlo. Lui esplode dentro di me, sborra calda che mi invade. ‘Cut!’, grida il regista. Ci separiamo ansimanti. Sperma che cola tra le mie cosce. Prendo da parte la scenografa: ‘Non dire niente, ti prego’. Lei annuisce, complice.

Il Segreto che Mi Bruciava Dentro

Torno a casa, bacio Antonio, preparo la cena come se niente fosse. Le figlie chiacchierano, ignare. Ma io… io ribollo. Sotto la gonna, la fica ancora gonfia, appiccicosa del suo seme. Il segreto mi eccita da morire. Ogni sguardo allo specchio, vedo la doppia me: la moglie perbene con l’anello, e la troia che ha appena scopato sul set. Sei mesi dopo, un altro provino. Luca mi invita a cena. ‘Niente set stavolta’, sussurra. In hotel, mi strappa il vestito. ‘Voglio tutto di te’. Mi inginocchio, gli succhio quel cazzo duro come ferro, lo ingoio fino in gola. Lui mi lecca la fica, la lingua dentro, mi fa urlare. Poi mi scopa ovunque: a pecorina davanti allo specchio, i miei tette che ballano; sopra di lui, cavalcandolo selvaggia; in culo, piano all’inizio, poi forte, fino a venirmi di nuovo mentre lui mi riempie il retto. Un’ora di pura follia. ‘Non ci rivediamo più’, diciamo dopo. Ma il brivido resta. Ora, ogni notte con Antonio, penso a Luca. Il segreto è il mio afrodisiaco. La doppia vita? Non la cambierei per niente.

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