Mi chiamo Anna, ho 45 anni, sposata con Pietro da vent’anni. Sono avvocatessa a Roma, rispettabile, incinta del nostro secondo figlio. Di fuori, vita perfetta: casa in ordine, figlie al univesità, marito amorevole. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho un amante, Bernardo, un collega giovane, atletico. Lui mi dà quello che Pietro non osa: il culo sfondato, duro, senza pietà. L’adrenalina del segreto mi bagna le mutande ogni giorno. Guardare l’anello al dito mentre la sua mano mi stringe il seno… mi fa tremare.
Quel sabato, dovevo essere a Firenze per un corso. Ho mentito: ‘Resto lì, tanto lavoro.’ Volevo sorprendere le figlie, Dominica e Gwendolina, tornandomene a Roma. Treno presto, arrivo, casa vuota. Sekhmet, la gatta, mi graffia le gambe per la fame. Chiamo le ragazze: ‘Stiamo venendo a Firenze per farti sorpresa!’ Ridono. Io sudo freddo. ‘Chiamate qui se non mi trovo.’ Cuore che martella. Pietro è via per lavoro. E se chiamo Bernardo? ‘Vieni, sono sola.’ Esito. L’anello luccica. ‘Dai, Anna, sei una troia,’ mi dico. Lui arriva in venti minuti.
Il Segreto che Mi Divora
‘Che sorpresa!’ Mi bacia, mani ovunque. Profumo di sudore maschile, pelle calda. ‘Le ragazze arrivano presto.’ ‘Meglio, urgenza.’ Doccia insieme, acqua bollente sui corpi. Esce, mi getta sul letto. ‘Apri le gambe, puttana.’ Mi lecca la fica, lingua dentro, succhia il clitoride gonfio. Gemo, ‘Bernardo… sì…’ Mi fermo. ‘No, aspetta.’ Lui ride, ‘Hai il fuoco nel culo, vero?’ Lo ammetto: ‘Sì, Pietro non me lo fa mai.’ Mi gira, fessée. Schiaffi forti sulle chiappe. ‘Brutta moglie infedele!’ Bruciore, pelle rossa, ma la fica cola. ‘Puniscimi!’ Urlo piano, rischio vicini.
Mi mette a pecorina. Cazzo dritto nella fica, bagnata fradicia. ‘Prendilo tutto.’ Spinge, palle che sbattono. Tocco il clitoride, vengo in un minuto, gambe che tremano. ‘Ora il culo.’ Due dita dentro, lubrifica. Entra di colpo, grosso, mi spacca. ‘Aaaah!’ Dolore dolce, mi cambrò. Mi scopa forte, ‘Ti piace, eh? Incinta e ti fai rompere il culo.’ Sì, mi piace. Ansimo, ‘Più forte, fammi male!’ Lui accelera, io mi masturbo. Orgasmo violentissimo, squirto sul letto. Lui esplode dentro, caldo nel mio intestino. Ansimo, sudata, alliance che sfrega il lenzuolo.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Non basta. Mi inginocchio, gli succhio il cazzo, sapore di me. ‘Ancora.’ Mi ributta giù, tette gonfie di gravidanza in mano, pizzica i capezzoli. Alterna fica e culo, aperto ormai. ‘Sei una vacca.’ Vengo di nuovo, urlo represso. Lui sborra nella fica stavolta. Tempo? Un’ora. Telefono squilla: figlie! ‘Arriviamo tra poco.’ Panico. ‘Vattene!’ Bacio veloce. Ma prima, gli infilo un plug grosso nel culo mio, catena e lucchetto. ‘Dallo a Pietro con questa lettera.’ Scrivo tremando: ‘Amore, usa questa chiave stasera. Il mio regalo per nuovi orizzonti. Ti amo, tua Anna.’ Lui sorride, ‘Brava troia.’ Va via.
Pietro rientra. ‘Trovato questo.’ Gli do il pacchetto. Legge, sorride malizioso. Cena tesa, io con plug che preme, eccitata. Notte, nella stanza accanto, lo sento: mi scopa il culo! Gemiti miei? No, i miei di prima riecheggiano nella testa. ‘Sì, Pierre, sfondami!’ Lo fa. Al mattino, ‘Grazie del regalo.’ Arrossisco, ‘Figurati.’ Figlie arrivano, abbracci. Vita normale riprende. Ma dentro, eccitazione pura: moglie perfetta, ma culo dolorante, pieno di sperma altrui. Il segreto mi fa bagnare ancora. Quando rischio di essere presa… dio, voglio di più.