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Confessione: La Mia Doppia Vita con il Pittore che mi Fessa e mi Scopa

Dio, il cuore mi batte ancora forte solo a ripensarci. Io, Maria, 42 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Luca, uomo d’affari sempre in viaggio. Casa lussuosa, amici distinti, cene eleganti. Ma dentro, vuota. Niente passione, solo routine. Luca è gentile, ma il suo cazzo non si alza più come prima. Mi annoio da morire.

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Quel pomeriggio, ero in una galleria d’arte per killing time. Fingermi colta, come sempre. Inclino la testa davanti a un collage assurdo. ‘Problemi all’orecchio o non capisci un cazzo?’ Mi volto, arrossisco. Lui, Franco, sui 55, elegante, occhi vivaci. Somiglia a Luca, ma con un fuoco dentro. ‘Entrambe le cose,’ balbetto, ridendo nervosa. Parliamo, ride delle mie figuracce. Mi spiega le opere, mi fa sentire viva. ‘Domani al Palazzo Reale? Ti guido io.’ Accetto, eccitata.

La Routine Noiosa e l’Incontro che ha Cambiato Tutto

Per una settimana, ci vediamo. Mani che sfiorano, sguardi che bruciano. La mia alleanza luccica al dito, ma il mio corpo freme. ‘Vieni nel mio atelier, ti mostro i miei quadri segreti,’ mi dice un giorno. Esito. ‘Ok, ma solo per l’arte.’ Bugia. Il cuore mi martella mentre guido verso la sua villa fuori città. Luca pensa sia un impegno di lavoro. Mentire mi fa bagnare.

Entro, saliamo. L’atelier è un paradiso di luce, verrière enormi. Toile giganti: culi femminili realistici, rossi, zébrati da segni di fessate. ‘Le mie muse,’ sorride. Mi tremano le gambe. ‘Ti eccitano?’ Mi avvicina, mano sulla mia. ‘Sì… un po’.’ Bacia il mio collo. Ansimo. ‘Sei sposata, eh? Quel anello…’ Lo stringo, la sua erezione preme contro di me. ‘Non dire niente.’

Nell’Atelier: Fessate, Cazzo Duro e Orgasmi Esplosivi

Mi spinge contro un cavalletto. ‘Ti fesso come loro.’ Alzo la gonna, mutandine giù. Il mio culo pallido esposto. Prima carezza, poi CLAC! La prima sberla brucia, dolce. ‘Ah!’ Il cuore impazzisce, la fica si bagna. ‘Brava, troia sposata.’ Altra CLAC, più forte. Pelle che arde, ondate di piacere dal culo al clitoride. Ne imploro altre. Otto, dieci. Il mio culo è rosso, zébrato. Piango di godimento, gambe molli.

‘Ora ti scopo.’ Mi gira, cazzo fuori: grosso, venoso, cappella gonfia. ‘Guardalo, mentre tuo marito è via.’ Lo prendo in mano, lo lecco, sapore salato. Gemo. Mi piega sul divano, entra di colpo nella fica fradicia. ‘Cazzo, che stretta!’ Pompa forte, urgente. Io urlo: ‘Più forte, fottimi!’ Sbatte, palle contro il mio culo fessato. Sento l’orgasmo salire, esplode: vengo urlando, spruzzo. Lui continua, mi riempie di sborra calda, che cola giù. ‘Mia puttana segreta.’

Ci rivestiamo veloci. ‘Domani di nuovo.’ Esco, gambe tremanti, culo che pulsa. Rientro a casa, Luca dorme. Mi guardo allo specchio: rossore sul collo, alleanza luccicante. Sorrido colpevole. Il segreto mi eccita da morire. Di giorno, brava moglie e avvocatessa. Di nascosto, sua schiava fessata e scopata. Non vedo l’ora del prossimo rischio. Dio, che vita doppia deliziosa.

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