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La Mia Confessione: Sesso Selvaggio nel Treno, la Mia Doppio Vita

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, avvocato in uno studio importante a Milano. Di fuori, sono la moglie perfetta: casa in ordine, marito affettuoso, figli a scuola. L’anello al dito brilla sempre, un promemoria. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ogni giorno fingo, sorrido ai colleghi, bacio mio marito prima di uscire. Eppure, l’adrenalina del proibito mi chiama. Stamattina, in treno per Bologna, per un’udienza. Pochi passeggeri. Io seduta, gonna nera elegante, camicetta bianca. Lui sale a Reggio Emilia. Capelli grigi, occhi penetranti, sui 50. Si siede di fronte. Il cuore mi batte forte. Non leggo, non tocco il telefono. Lo guardo di sottecchi. Sento il suo sguardo su di me. Profumo di muschio, il mio. Passa la mano nei capelli, nervoso. Io… sorrido dietro gli occhiali da sole, anche se è quasi buio. ‘Ti piaccio?’ gli dico piano. ‘Sì’ risponde secco. ‘Vuoi venire da me a Bologna? Abito sola lì, casa grande.’ Bugia, ho il marito a Milano. Ma l’eccitazione mi fa mentire. ‘Perché?’ ‘Perché voglio scoparti. Farti mio.’ Pausa. Il treno fila nella notte, luci che sfrecciano. Lui esita. Io penso al rischio: e se mio marito chiama? E se qualcuno vede? Ma è questo che mi bagna.

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La tensione sale. Parlo del mio ‘lavoro’, di come cerco prede. Scherzo, ma seria. Lui ride nervoso. Guardo l’anello: luccica contro il sedile. L’altra passeggera, una tipa con bici, è lontana, cuffie in orecchie. ‘Non credere a tutto’ dico. Ma lui è preso. Mi alzo un po’, allargo le gambe. ‘Vuoi vedere?’ Tiro su la gonna, mutandine nere. Le abbasso piano. La fica rasata, bagnata, labbra gonfie. Odore forte, di sesso. Lui spalanca gli occhi. ‘Toccami’ sussurro. Mano tremante sulla coscia. Sento il battito nel collo. Urgente: il treno rallenta per una stazione. ‘Sbrigati.’ Mi masturbo piano, dita nella fessura, clitoride duro. Gemo basso. Lui slaccia i pantaloni. Cazzo grosso, venoso, cappella viola. ‘Usa i miei piedi’ dico. Mi tolgo i tacchi, allungo i piedi sudati. Lui li lecca, succhia dita. Io guardo l’anello, lo giro nervosa. ‘Non toccarlo’ dico, come se fosse sacro. Poi lo prendo tra i piedi, lo pompo veloce. Pelle contro pelle, sudore. Lui ansima.

Il Segreto che Mi Divora

Non resisto. Mi inginocchio, lo prendo in bocca. Gusto salato, pre-eiaculazione. Lo succhio profondo, gola piena. Lui mi afferra i capelli. ‘Cazzo, sei una troia’ mormora. Sì, lo sono. Mi alzo, lo cavalco. Cazzo dentro, pieno, mi riempie. Paratoie vaginali lo stringono. Muovo il bacino, veloce. Clitoride sfrega sul suo pube. ‘Piano, c’è lei’ dice, ma spinge su. Orgasmio mi travolge, mordo il labbro. Succhi, gocciolo sul sedile. Lui viene dentro, caldo, zampilli. Sperma cola. Ansimo, cuore impazzito. Guardo l’orologio: 10 minuti a Bologna. Mi rivesto di fretta, mutande bagnate. ‘Non dire niente’ sussurro, bacio veloce. Scendo, gambe molli. Lui resta, stordito.

Torno a Milano con il treno dopo. Marito mi aspetta a cena. ‘Com’è andata?’ ‘Bene, stanca.’ Sorrido, anello pulito. Ma sotto la gonna, figa appiccicosa di lui. Mi lavo in bagno, ma l’odore resta. Stanotte, mentre mio marito dorme, mi tocco pensando al treno. Il rischio, il segreto. Domani ufficio, brava moglie. Ma so: lo rifarò. Questa doppia vita mi fa viva. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire.

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