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La Mia Doppia Vita: Il Culo Offeso all’Amant Durante la Pausa Pranzo

Dio, non ci credo ancora. Sono Sofia, 38 anni, sposata con Luca da dieci, manager in una piccola azienda di Milano. Di fuori, la tipica donna in carriera: tailleur impeccabile, alliance al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio, riunioni e caffè con i colleghi. Ma dentro… dentro brucio. Tre mesi fa, al seminario a Roma, ho scopato con Marco, il nuovo direttore commerciale. Una notte folle: mi ha leccato la fica fino a farmi urlare, mi ha cavalcata come una pazza. Pensavamo fosse finita lì. Invece, ieri pomeriggio, arriva quel messaggio.

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“Se mi lecchi il culo come l’ultima volta, puoi fare di me tutto quello che vuoi… TUTTO.” Boom. Sto finendo un report, l’ufficio quasi vuoto. Il cuore mi martella nel petto, le mani tremano. Sento il calore salire, la gola secca. L’alliance mi stringe il dito, ricordo Luca che mi bacia stamattina prima di andare al lavoro. “Ti amo, Sofia.” E io qui, con la figa che si bagna leggendo quelle parole. Marco sa che sono sposata, sa del rischio. Ma è questo che mi eccita: il segreto, l’adrenalina di poter essere beccata.

Il Messaggio Che Ha Acceso la Fiamma

Non resisto. Rispondo: “Tutto? Anche il tuo culo stretto?” “Sì, vieni da me. Pausa pranzo, hotel vicino all’ufficio.” Organizzo tutto in un lampo: dico ai colleghi che ho un appuntamento esterno, magari un po’ di ritardo. Luca mi manda un cuore via WhatsApp, “A stasera, amore.” Colpa, sì, ma un brivido che mi fa pulsare il clitoride.

Arrivo in hotel con le gambe molli. Tre colpi alla porta della sua stanza. Entro, ci guardiamo e scoppiamo a ridere per l’assurdità. “Un drink?” “No, sono qui per il tuo cazzo.” Mi avvicina, mi afferra per la vita. Le sue mani sul mio culo, lo strizza forte. Bacio profondo, lingue che si intrecciano. Sbotto i bottoni della camicia, le mie tette balzano fuori dal reggiseno di pizzo. Mi sfila la gonna, resto in autoreggenti e perizoma. Il suo cazzo teso nel boxer, enorme. Lo tocco, “Cazzo, quanto sei duro.”

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

Lo spingo sul letto. “A pecorina, voglio quel culo.” Obbedisce, sorridendo. “Sì, signora manager.” Gli sussurro: “Prenditi il mio culo, ma piano all’inizio, sei grosso.” Mi inginocchio, cazzo in mano. Bacio le sue chiappe, lecco le grandi labbra gonfie di umori. Tiro giù il perizoma, lingua sul clitoride, poi su per l’ano. Geme, si contorce. “Oh sì, lecrami lì…” Due dita nella fica, pollice nel culo. Lo muovo, alternando. Ansima, trema, viene urlando sulla mia mano.

La lascio riprendere, bacio collo e tette. “Non ho finito.” Si sdraia, gambe alte, ginocchia al petto. Preservativo, lubrificante. Massaggio l’ano con due dita, entra facile. “Pronto?” “Vieni, scopami il culo.” Appoggio il glande, spingo piano. Stringe, ma i suoi occhi dicono vai. Entra, cazzo compresso in quel tunnel stretto. Sensazione pazzesca, ogni pulsazione la sento. Primo va-e-vieni, si rilassa. Accelero, lei si tocca la fica freneticamente. Geme forte, “Più forte, scopami!” Non resisto, pompo fino in fondo, esplodo nel preservativo.

Ci abbracciamo sudati, baci teneri. Tempo scaduto. Mi rivesto di fretta, trucco rifatto. “Grazie, sei incredibile.” “Grazie a te, mi hai fatto scoprire piaceri nuovi.” Esco, cuore che batte ancora forte. Ritorno in ufficio, sorriso professionale, stringo mani nei meeting. Luca mi chiama: “Com’è andata?” “Bene, amore.” Dentro, il culo mi pulsa ancora, ricordo il suo cazzo dentro. Questo segreto mi fa sentire viva, potente. Domani? Chissà. L’attesa già mi bagna di nuovo.

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