Dio, non so da dove iniziare. Sono Maria, 38 anni, avvocata a Milano. Di giorno, moglie perfetta, tailleur impeccabile, colloqui con clienti importanti. Mio marito mi bacia sulla guancia ogni mattina, dice che sono la sua roccia. Ma dentro, brucio. Ho questa doppia vita che mi fa impazzire. L’anello al dito luccica mentre guido, e io penso a stasera. Ho mentito di nuovo: ‘Tesoro, cena con le colleghe, torno tardi’. Lui sorride, fiducioso. Io accelero verso quel club libertino fuori città, vicino al lago di Como. Cuore che martella, mani sudate sul volante. E se mi riconosce qualcuno? Un cliente, un vicino? L’adrenalina mi bagna già tra le cosce.
Entro, luci soffuse, musica pulsante. Odore di sudore e sesso nell’aria. Mi sento esposta, vulnerabile. Indosso un vestito nero attillato, niente reggiseno, mutandine di pizzo. Mi siedo al bar, ordino un prosecco. Gli occhi su di me. Un uomo sui 50, atletico, mi fissa. È Luca, il proprietario, lo capisco dal modo in cui comanda la sala. Si avvicina, mano calda sulla mia. ‘Bella signora, sei nuova?’. Arrossisco, annuisco. ‘Sposata?’, chiede, sfiorando l’anello. ‘Sì… ma stasera no’. Mi invita a ballare. La sua mano sul mio fondoschiena, il suo cazzo duro contro la mia pancia. Bacio lento, lingue che si intrecciano. ‘Vieni con me’, sussurra. Lo seguo, gambe tremanti. La folla ci guarda, io abbasso lo sguardo, colpevole ma fradicia.
Il Segreto che Mi Divora
Mi porta in una stanza buia, tavolo al centro illuminato. ‘Appoggiati’, ordina. Obbedisco, gonna alzata, cazzo mio esposto. Mi strappa le mutandine, le getta via. ‘Che fica bagnata, troia sposata’. Geme mentre le sue dita entrano, mi scopa con la mano. Io gemo, ‘Sì, più forte’. Sento l’anello freddo contro il legno mentre mi aggrappo. Slaccia i pantaloni, il suo cazzo grosso, venoso, mi sfrega la figa. ‘Lo vuoi?’. ‘Scopami, ti prego’. Entra di colpo, profondo, mi riempie. Colpi violenti, palle che sbattono sul mio clito. ‘Stringi, puttana’. Io spingo indietro, vengo urlando, la fica che pulsa intorno al suo uccello. Lui accelera, ‘Prendo il tuo buco di moglie’. Mi inonda di sborra calda, che cola sulle cosce. Resto lì, ansimante, il suo sperma che mi segna.
Mi rivesto di fretta, gonna storta, reggiseno slacciato. Bacio veloce, ‘Torna presto’. Esco, aria fresca sulla pelle sudata. Guido a casa, specchietto: rossetto sbavato, occhi lucidi. Marito dorme, lo bacio sulla fronte. Mi infilo sotto le lenzuola, tocco la fica ancora gonfia, sborra secca sulle dita. Lui russa, ignaro. Io sorrido nel buio, eccitata dal segreto. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta, ma dentro, bramo il prossimo rischio. Questa doppia vita… mi fa venire solo a pensarla.