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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante con il Fattorino dell’Ufficio

Mi chiamo Laura, ho 38 anni, sono avvocatessa in uno studio piccolo di un paesino vicino a Milano. Sposata da dieci anni con Marco, un ingegnere gentile, casa perfetta, figli a scuola. Tutti mi vedono come la donna in carriera, seria, con l’anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dentro bollisco. Ogni mattina, quando esco di casa con il tailleur grigio e i tacchi, sento il cuore accelerare. Non per il lavoro. Per lui. Per Beppe, il fattorino. Un tipo semplice, un po’ tonto, con gli occhi buoni e le mani ruvide. Non è bello, non è furbo. Ma sa scoparmi come nessun altro.

Oggi è stato come sempre. Ho baciato Marco sulla guancia, ‘Ci vediamo stasera, amore’. Lui sorride, ignaro. In ufficio, saluto i colleghi, apro fascicoli. Ma lo vedo lì, nel corridoio, che scarica pacchi. I nostri sguardi si incrociano. Io arrossisco, fingo di sistemare carte. Il cuore mi martella nel petto. L’anello al dito mi pesa, freddo contro la pelle calda. ‘Devo resistere’, mi dico. Ma la fica già pulsa, bagnata sotto le mutandine di pizzo. È l’adrenalina. Il rischio. Se ci beccano, perdo tutto. Lavoro, matrimonio, reputazione. Eppure… non ce la faccio. Gli mando un sms: ‘Magazzino, ora’. Mani che tremano.

La Tensione del Giorno Normale

Entro nel magazzino buio, odore di carta e polvere. Lui è lì, pantaloni già abbassati, cazzo duro e grosso che spunta. ‘Laura…’, mormora con quella voce roca. Non parla molto, Beppe. Meglio così. Lo afferro per la camicia, lo tiro a me. Le nostre bocche si scontrano, lingue umide, saliva che cola. Sento la sua erezione premere contro la mia coscia. ‘Scopami forte’, gli dico ansimando. ‘Subito, prima che arrivino’. Mi sollevo la gonna, sposto le mutandine. Lui mi gira, mani sui fianchi, e spinge dentro. Dio, che pienezza. Il suo cazzo mi riempie tutta, fino in fondo. Urto contro gli scaffali, scatole che cadono. Io gemo, piano, mordendomi il labbro. ‘Più forte, Beppe… sì, così’. Lui pompa veloce, sudato, il suo fiato sul collo. Sento le palle sbattere contro il mio culo, bagnato fradicio. L’anello luccica mentre mi aggrappo al muro, il contrasto mi fa impazzire. ‘Sto venendo…’, ansimo. Lui accelera, grugnisce, e spara dentro di me, caldo, denso. La sborra cola lungo le cosce. Ci ripuliamo in fretta, io con un fazzoletto, lui ridendo piano. ‘Grazie, Laura’. Esco con le gambe molli, trucco rifatto, sorriso professionale.

Torno alla scrivania, rispondo email come se niente. Colleghi chiacchierano, ignari del mio segreto. Sento ancora il suo sperma dentro, che sgocciola piano. Il cuore rallenta, ma l’eccitazione resta. Stasera cena con Marco, figli, vita normale. Ma io sorrido dentro. Sono due donne: la moglie perfetta e la troia affamata. Questo brivido… non lo mollo per niente. Domani? Lo rifarò. Il rischio mi fa viva.

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