Sono Maria, 38 anni, sposata con Paolo da dodici. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, tailleur stretto, capelli in ordine, alliance al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. La gente mi guarda con rispetto, ‘Signora Rossi, sempre così professionale’. Ma dentro… dentro arde. E tutto per lui, Gufti Shank. Quel nome mi ronza in testa da mesi. Gufti, il collega straniero, alto, occhi scuri, accento che mi fa tremare le gambe. Non è italiano, viene dall’est, ma il suo cazzo… Dio, il suo cazzo mi ha rovinata.
Stasera, sdraiata nel letto con Paolo che russa accanto, chiudo gli occhi. Il cuore mi batte forte, come oggi pomeriggio. ‘Devo andare a un appuntamento con un cliente’, ho mentito a casa, baciando Paolo sulla guancia. Lui sorride, fiducioso. Io guido veloce verso l’albergo anonimo in periferia, le mani sudate sul volante. L’alliance mi stringe il dito, un promemoria. Ma il clitoride pulsa già, bagnata fradicia solo al pensiero. Parcheggio, salgo di corsa. Camera 204. Busso piano. ‘Vieni, amore mio’, dice lui con quella voce roca.
La Routine e il Desiderio che Brucia Dentro
Entro, chiudo la porta. Niente preliminari. Mi spinge contro il muro, le sue mani ruvide sotto la gonna. ‘Ti ho pensata tutto il giorno’, ringhia. Io gemo, ‘Shh, veloce, devo tornare’. Il suo respiro caldo sul collo, odore di sudore e colonia. Mi strappa le mutande, le getta a terra. Le dita dentro di me, due, tre, mi aprono. ‘Sei inzuppata, puttana mia’. Annuisco, colpevole, eccitata. Il cuore mi martella nel petto, ogni secondo un rischio. E se Paolo chiama? E se qualcuno mi vede?
Mi gira, mi piega sul letto. La gonna alzata sui fianchi, il reggiseno ancora addosso. Sento la zip, il suo cazzo duro che preme contro la fica. ‘Prendilo’, ordino io, disperata. Entra di colpo, grosso, venoso, mi riempie fino in fondo. ‘Cazzo, Maria, sei strettissima’. Spinge forte, ritmico, il letto cigola. Io mordo il cuscino, i gemiti soffocati. ‘Più forte, Gufti, scopami come una troia’. Lui afferra i miei fianchi, sbatte, le palle che schiaffeggiano la mia pelle. Sento l’alliance fredda contro il suo polso, mentre mi tocca il clitoride. Il contrasto mi fa impazzire: moglie fedele fuori, vacca dentro.
L’Incontro Esplosivo e il Segreto che Mi Eccita
‘Vengo’, ansimo. Lui accelera, ‘Aspetta, troia’. Mi rigira a pancia in su, mi apre le gambe. Mi guarda negli occhi mentre mi fotte, profondo. ‘Dimmi che sei mia’. ‘Sono tua, solo tua’. Esplode dentro, sborra calda che mi riempie, cola fuori. Io vengo dopo, le pareti che si stringono sul suo cazzo, ondate che mi scuotono. Sudate, ansimanti. Cinque minuti. Mi alzo, mi pulisco con un fazzoletto, rimetto le mutande umide.
‘Ci vediamo presto?’, chiede lui, accarezzandomi il viso. ‘Sì, ma silenzio’. Scendo, guido a casa con la fica che brucia, il suo sperma che mi bagna ancora. Paolo mi accoglie: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca’. Lo bacio, gusto la colpa dolce. Mi infilo sotto le lenzuola, il corpo esausto ma vivo. Gufti Shank… quel nome mi eccita ancora. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta. Ma il segreto? È il mio afrodisiaco. Il brivido di rischiare tutto. Non smetterò mai.