You are currently viewing La Mia Doppia Vita: La Notte in Cui Sono Stata La Troia del Mio Padrone

La Mia Doppia Vita: La Notte in Cui Sono Stata La Troia del Mio Padrone

Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, sposata da dieci con Luca, un uomo perbene, ingegnere. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, tailleur eleganti, stretta di mano ferma nei tribunali. Ma dentro… dentro ardo. Ho un Padrone segreto, Marco. Non il mio marito, un altro. Mi comanda da mesi, e stasera mi ha ordinato di venire da lui. ‘Indossa solo il reggicalze e i tacchi sotto il cappotto. Niente mutande.’ Ho mentito a Luca: ‘Riunione in studio fino a tardi, amore.’ Il cuore mi batte forte mentre guido verso la villa in periferia. L’anello nuziale luccica al dito, freddo contro il volante. E se mi scoprono? L’adrenalina mi bagna già la fica.

Parcheggio, le gambe tremano sui tacchi alti. Sotto il cappotto, i capezzoli duri sfregano contro il tessuto. Marco mi aspetta alla porta, tutto in nero, dominante. ‘Brava, puttana mia.’ Mi prende per il collare che ho nascosto sotto il foulard, tira la catena che tira i piercing ai capezzoli. Entro, occhi bassi. Il padrone di casa, un tipo robusto, mi fissa. ‘Bella preda.’ Mi tolgono il cappotto: reggicalze neri, bas résilles, fica rasata esposta. Mi bendano gli occhi, mi portano in salotto. Voci maschili ridono, brindano. Mi siedo ai piedi di Marco, bevo champagne che mi scalda lo stomaco. Sento mani sconosciute sfiorarmi le cosce. La tensione sale, il clitoride pulsa.

Il Segreto Che Mi Divora Dentro

Ci spostano nel dungeon. A quattro zampe, seguo Marco. Mi legano alla croce di Sant’Andrea, braccia e gambe aperte. ‘Fidati di me, Sofia.’ Mi accarezza, sussurra: ‘Ti amo così, sottomessa.’ Poi si allontana. Primo colpo di martinet sulle chiappe: leggero, riscalda. Poi più forte. Stringo i denti, la pelle brucia, ma la fica cola. Mani anonime mi palpano, dita sul clito. ‘Che troia bagnata.’ Sto per venire, ma si fermano. Grognio frustrata. Marco torna: ‘Tutto ok?’ ‘Sì, Padrone.’ ‘Ora ti cedo.’ Paura, eccitazione. Fouet sul dorso: uno, due… ‘Conta!’ Dieci colpi precisi, lacrime agli occhi. ‘Whooah!’ sulle natiche. Poi dita dentro, sul clito: esplodo in orgasmo, tremante.

La Scopata Selvaggia e il Ritorno a Casa

Mi slegano, a quattro zampe da Marco. ‘Succhiami il cazzo.’ Bendata, lo trovo, lo ingoio. Gola piena, sbavo. Mani dietro: un cazzo spesso mi sfonda la fica. ‘Prima volta con un altro, eh?’ Mi scopa duro, io soffoco sul cazzo di Marco. ‘Prendilo tutto, troia.’ Luca… no, non pensarlo. Mi usano da entrambi i lati, spinte ritmiche. Marco mi sborra in bocca: ‘Bevi!’ Amaro, ingoio. L’altro mi afferra i fianchi, pompa: ‘Ti riempio!’ Caldo dentro. Mi buttano su un tavolo basso, sempre a quattro zampe. Altri cazzi: uno in fica, uno nel culo lubrificato. ‘Presa doppia!’ Fessate, capelli tirati. Ne perdo il conto: tre, quattro? Sborra cola sulle cosce, bava sul menton. Umiliata, usata come fica pubblica. Poi orgasmo mi fulmina, urlo.

Finito. Mi avvolgono in una coperta, Marco mi coccola. ‘Brava, la mia puttana.’ Mi levano la benda, mangio qualcosa. Rientro a casa all’una. Luca dorme. Doccia bollente: lavo sborra, sudore, ma il clito ancora gonfio. Mi infilo nel letto, odore di sesso represso. Domani sarò la moglie perfetta, l’avvocatessa. Ma dentro, il segreto mi eccita. L’anello al dito, il sapore di cazzo in bocca. Dio, voglio di più. Il brivido del rischio… è la mia droga.

Leave a Reply