You are currently viewing La Mia Doppia Vita: La Punizione Segreta al Mio Amante Sottomesso
Samsung Techwin

La Mia Doppia Vita: La Punizione Segreta al Mio Amante Sottomesso

Dio, il cuore mi batteva all’impazzata mentre guidavo verso quell’appartamento anonimo in periferia. Sono Laura, avvocatessa di 38 anni, sposata con Marco da dieci, casa perfetta, figli bravi, reputazione impeccabile in studio. Ma sotto sotto… c’è lui. Luca, il mio amante segreto, quel collega più giovane che mi fa impazzire con la sua sottomissione. Oggi ho mentito a Marco: ‘Riunione serale, torno tardi’. L’anello nuziale luccicava al dito, freddo contro il volante caldo. Eppure, tra le cosce, già sentivo quel calore umido. L’adrenalina del rischio mi eccita da morire. E se mi scoprissero? Quel pensiero mi fa tremare… di piacere.

Ho lasciato la porta socchiusa, come sempre, per non muovermi. Seduta sul divano, body di seta nera che mi stringe i capezzoli turgidi, giacca rossa buttata lì, stivali alti ai piedi. Lui bussa piano, entra. ‘Chiudi a chiave e spogliati. Poi in ginocchio davanti a me, mani dietro la schiena. Sai perché sei qui: la punizione per quella cazzata della settimana scorsa. Zitto, ubbidisci o vattene’. ‘Sì, padrona’, mormora con voce tremante. Si leva tutto in fretta, il cazzo già mezzo duro che dondola. È bello, atletico, ma stasera è mio. Tendo la gamba: ‘Bacia qui, fino al ginocchio. Niente carezze’. Prova a toccarmi il polpaccio, lo scanso con il tacco. ‘Ho detto bacia, idiota! Mani dietro!’. Obbedisce, labbra calde sulla pelle. Poi: ‘Lecca lo stivale, ora’. Lo fa, goffo, timido. Mi sciolgo un po’, ma resisto. Ha meritato ‘sta lezione.

Il Segreto che Mi Brucia Dentro

Lo mando all’angolo del divano, gli passo la scatola. ‘Maschera, ginocchioni, mani dietro’. Lo lego i polsi con corde morbide, piedi uniti. Sento il suo respiro accelerare. ‘Che fai?’, osa chiedere. ‘Parli senza permesso?’. Gli pizzico il capezzolo, tiro forte. ‘Ahi!’. ‘Impara’. Poi lo accarezzo, collo, petto muscoloso. ‘Non voglio farti male, amore, ma devi obbedire’. Lo spingo con la testa tra le mie cosce. ‘La tua cazzata mi ha ferita. Dieci schiaffi per lato, con la mano. Per riappacificarci’. Gli accarezzo i capelli, spalle larghe. Sento le sue guance roventi contro la mia fica già bagnata nel body.

‘Puoi chiedere più forte o meno, ma non ‘stop’. Tra uno e l’altro, dimmi cose belle: scusa, ti amo, grazie’. ‘Sì, padrona’. Primo colpo: pacca secca sulla chiappa sinistra. Due, tre… Si contrae, ‘Argh!’. Gli massaggio la pelle arrossata, scendo tra le natiche, sfioro le palle tese. ‘Capisci che mi hai fatto male?’. ‘Sì, padrona, scusa’. Altri cinque sull’altra chiappa, più forti. Roseggia bello. ‘Dimmi che ti piace’. ‘Mi… mi piace la tua punizione, ti amo’. Gli afferro i capelli: ‘Frasi vere!’. ‘Grazie padrona per la fessata, colpiscimi più forte’. Ne do altri dieci, alternati, mano che brucia. Geme, ma il cazzo è duro come pietra.

L’Incontro Proibito e Esplosivo

‘Basta fessate. Ora tocca a me’. Slaccio il body, apro le gambe, spingo la sua bocca sulla fica rasata. ‘Leccami, succhiami il clitoride fino a farmi venire. Non ti slego’. A ginocchioni, legato, lingua che scava dentro, poi sul bottoncino gonfio. Ondeggio, gemo forte. ‘Bravissimo… sì!’. Mordicchia piano, esplodo. Tremante, urlo, vengo in spasmi violenti, succhi che mi prosciuga. Energia divina, sudore, odore di sesso. Uno dei migliori orgasmi ever.

Lo slego dopo, lo bacio. ‘Bravo, amore’. Mi rivesto in fretta, trucco rifatto, profumo coperto. Esco, cuore ancora a mille. Torno a casa, Marco dorme. Mi infilo nel letto, fica ancora pulsante, anello al dito. Sorrido nel buio: nessuno sa. Domani avvocatessa perbene, stasera dea dominatrice. Questo segreto mi fa viva. Non finirà mai.

Leave a Reply