Puf, eccomi qua! Sono rientrata finalmente al chalet, distrutta ma euforica. La giornata con Valeria è stata incredibile, arrampicata pazzesca sulle pareti rocciose. Abbiamo chiacchierato per ore, come mai con nessuno. Io, Maria, avvocata impeccabile, sposata con due figli, vita perfetta a Milano. Ma qui, in questa ‘vacanza relax’ bugiarda al mio maritino, ho Stefano, il mio amante segreto. Cuore che batte forte mentre tolgo il giaccone, l’anello nuziale luccica al dito, freddo contro la pelle accaldata.
Stefano mi guarda in silenzio, sorriso finto. Io blatero della giornata, di quanto Valeria sia geniale, pedagoga perfetta. ‘Vuole essere mia amica, ci vedremo alla Riunione!’ dico, eccitata. Lui annuisce, ma vedo la gelosia. ‘Super, meriterebbe champagne’ risponde, ma la voce tesa. Propone canoa insieme, io rifiuto: troppo tranquillo, voglio continuare arrampicata con lei. Lui si irrigidisce. ‘Non voglio passare i giorni ad aspettarti’ sbotta alla fine. ‘Parto domani prima.’
Il ritorno e la tensione che esplode
Mi si gela il sangue. ‘Che cazzo dici?’ urlo, occhi sgranati. Lui insiste, per il mio bene, per la nuova amicizia. Ma io lo fermo: ‘Sei pazzo! Il tuo sacrificio è una stronzata, mi spacca il cuore. Voglio te, solo te in questi giorni!’ Piango, lui pure. Litighiamo, parole dure, ma sotto ribolle il desiderio. ‘Scusa, sono stato idiota’ ammette. Io mi alzo, lascio cadere la vestaglia: nuda, fianchi larghi, tette sode. ‘Dammi una sculacciata. Me la merito, per la cazzata che ho fatto. Puniscimi.’
Mi sdraio sulle sue ginocchia, culo in aria. Prima pacca: claac! Brucia, ma eccita. ‘Più forte, Stefano!’ gemo. Alterna schiaffi e carezze, le chiappe rosse, calde. Spalanco le cosce, fica bagnata sfrega la sua gamba. ‘Cazzo, mi piace…’ ansimo. Le sue dita scivolano tra le labbra gonfie, tre dentro la figa fradicia, pollice sul clitoride. Mi sculaccia ancora, mentre mi fotte con le dita, sudate, veloci. Il mio anello tocca la sua coscia, ricordo del marito, adrenalina pura.
La passione esplode: sculacciata e sodomia urgente
Mi giro a cavalcioni, gli strappo la maglietta, calo i pantaloni. Cazzo duro, venoso. Mi strofino la fica sulla sua asta, su e giù, clito che pulsa. ‘Baciami, scopami!’ Baci linghi, lingue che si intrecciano. Mano dietro, dito nel culo lubrificato dal mio umore. Poi lo prendo, lo punto sull’ano stretto. Mi abbasso piano, ma decisa: la cappella entra, brucia delizioso. ‘Aah, sì!’ Spingo, lo ingoio tutto, palle contro fica. Mi cavalco il culo sul suo cazzo, una mano sul clito, l’altra a strizzare il capezzolo. Veloce, urgente, rischio che Valeria chiami o il marito. Gemo forte, vengo urlando, sfintere che stringe. Lui esplode, sborra calda nel mio intestino.
Ci abbracciamo, sudati, cazzo ancora dentro. Doccia bollente, sapone che scivola su curve, dita che puliscono il culo sporco. A letto, a cucchiaio, il suo cazzo molle tra le chiappe. Domani fingo stanchezza per il maritino al telefono, Valeria mi aspetta per arrampicata. Ma questo segreto brucia dentro, doppio vita: madre perfetta, troia segreta. Il cuore batte ancora, eccitata dal rischio. Non vedo l’ora del prossimo.