Mi chiamo Sofia, ho 35 anni, avvocata in uno studio importante a Milano. Di fuori, sono la moglie perfetta: Paolo, mio marito, ingegnere gentile, casa ordinata, cene con amici, chiesa la domenica. L’anello al dito brilla sempre, un simbolo di rispettabilità. Ma dentro… Dio, dentro ardo. È da mesi che tradisco tutto con Luca, un consulente francese in trasferta qui. L’ho incontrato per caso a un congresso, un ‘regalo’ del destino. Alto, occhi penetranti, mani che sanno cosa fare. E poi c’è Giulia, la sua amica bisex, collega sua, che ci ha uniti in questo vortice.
Ieri mattina mi sono svegliata nel mio letto matrimoniale, Paolo già al lavoro. Il cuore mi batteva forte, come sempre prima di un incontro. ‘Devo essere a casa per le 18, cena con i suoceri’, mi dicevo, ma le mutandine erano già umide pensando a Luca. Ho controllato l’agenda: riunione alle 14, ma avevo prenotato l’albergo in periferia. ‘Nessuno saprà’, pensavo, sfiorando l’anello con il pollice. Colpa? Un po’, ma l’adrenalina… ah, quella mi fa sentire viva. Ho mandato un messaggio a Luca: ‘Ci vediamo tra un’ora. Porta Giulia’. Il telefono ha vibrato, il mio clitoride pure.
Il Segreto che Mi Divora Dentro
Sono arrivata di corsa, tacchi che ticchettavano sul pavimento della hall. Luca mi aspettava in camera, Giulia già lì, in vestaglia trasparente. ‘Sei in ritardo, troia sposata’, ha sussurrato lui, afferrandomi per i fianchi. L’anello sfregava contro la sua pelle mentre gli slacciavo la patta. Giulia rideva, ‘Guarda come trema, ha paura che il marito chiami’. Mi hanno spogliata veloce, la gonna arrotolata in vita, reggiseno strappato. Luca mi ha piegata sul letto, a pecorina, come una puttana. ‘Pronta per il tuo premio?’, ha detto, sputando sul mio culo.
Ho sentito la cappella grossa contro il mio buco stretto. ‘Piano, cazzo, non ho mai…’, ho gemuto, ma lui ha spinto. Dolore lancinante, poi piacere proibito. ‘Cazzo, sì, scopami il culo!’, ho urlato, mentre Giulia mi leccava la figa fradicia. Le sue dita dentro, la lingua sul clitoride gonfio. Luca pompava forte, le palle che sbattevano sul mio culetto, sudore che colava. ‘Senti come ti si apre, Sofia? Sei una cagna anale’, grugniva lui. Io venivo già, il corpo che si contraeva, schizzi sulla bocca di Giulia. Lei saliva sul letto, ‘Ora tocca a me’, e si sedeva sulla mia faccia, figa depilata che mi soffocava di umori. Luca mi martellava il culo, ‘Stringi, troia!’, e io obbedivo, sentendo il suo cazzo pulsare.
L’Esplosione di Piacere Nascosto
Abbiamo cambiato: io sopra Giulia, leccandole i capezzoli duri, mentre Luca mi scopava la figa da dietro, alternando al culo. ‘Prendi tutto, puttana sposata’, ringhiava. Giulia mi torceva i tettoni, ‘Dimmi che ami il mio sapore’. Venivo di nuovo, urlando nel suo buco, il cuore a mille per il rischio – il telefono ha squillato, Paolo! L’ho ignorato. Luca ha esploso nel mio culo, caldo che colava fuori, Giulia mi ha spruzzato in faccia squirtando.
Dieci minuti dopo, doccia veloce, vestiti stropicciati. ‘Torna presto, amore’, mi ha baciato Luca, Giulia ha sfiorato l’anello, ‘Buona cena col tuo santo marito’. Sono uscita, gambe molli, sperma che gocciolava nelle mutande. A casa, Paolo sorrideva, ‘Com’è andata la giornata?’. Ho mentito fluida, ‘Bene, stanca’. Mentre sparecchiavo, sentivo il bruciore nel culo, l’odore di sesso represso. Colpa? No, eccitazione pura. Sono la signora perbene di giorno, la troia segreta di notte. E non smetterò mai. Il brivido mi tiene viva.