È un pomeriggio autunnale qualunque. Sono in aula per un seminario di formazione continua, da maestra elementare. Disegno scarabocchi sul block notes invece di annotare. Vorrei essere la professionista impeccabile, ma la testa è altrove. Mio marito, la casa in ordine, i figli tra un po’, la vita tranquilla. Eppure… da settimane un dramma familiare mi fa dubitare di tutto. E poi c’è lui.
Il relatore, uno psichiatra pediatra sulla quarantina. Veste elegante ma capelli scompigliati, occhiali fini. Parla di sviluppo infantile, la voce ferma, lo sguardo che trafigge. Arriva il mio turno: i suoi occhi nei miei, due secondi. Panico. Voglia di saltargli addosso. Passo il resto a fissarlo, il filo della giacca, la borsa logora. Finito il corso, esco svagata verso il bus.
La Routine e il Desiderio Nascosto
Una mano sulla spalla. Mi volto: è lui. ‘Signora, era al seminario oggi?’. Toglio gli auricolari, sorrido. Indico due posti liberi. Ci sediamo, spalle che si sfiorano, cosce che si toccano. ‘Cosa ne pensa?’. Balbetto risposte, ma sento il calore della sua pelle attraverso i vestiti. Il cuore mi martella. L’anello nuziale luccica al dito, ma la mia mano trema. Il bus fila via troppo in fretta. ‘Un tè?’. Accetto, lo seguo barcollante.
Al bistrot, tè fumante. Lo divoro con gli occhi. Prende la mia mano, accarezza il palmo, sale sul braccio. Silenzio elettrico. ‘Andiamo da me, è vicino. Mio marito lavora fino a tardi’. Coraggio folle. Piove, ci baciamo per strada. Labbra calde, lingua che invade. Mani sul mio culo, la mia sulla sua coscia. Entriamo in fretta nell’androne.
La porta sbatte. Baci feroci. Via la giacca, il cappotto. Sbatto i bottoni della sua camicia, mordo il lobo dell’orecchio. Mi schiaccia contro il muro, bacia il collo, leccami le efelidi. Strappa la camicia, vede il reggiseno di pizzo nero. I capezzoli duri spingono il tessuto. Li accarezza, li strizza. Gemo forte – zona erotica letale. Tira fuori una tetta, la lecca, la morde. Gambe molli, figa che pulsa.
L’Incontro Infuocato e il Rischio
Via reggiseno, mi porta sul divano. Torso nudi, pelli che strusciano. Sbatto la cintura, gli calo i jeans. Boxer neri, cazzo gonfio. Mi strofino, sento quanto sono bagnata. Via boxer: cazzo duro, perfetto. Lo palpo, lo pompo. Geme. Baci sul petto, lecco capezzoli. Mi afferra i capelli: ‘Succhia’. Bocca sul cazzo, sapore salato. Lecco il glande, lo ingoio, lingua vortice. Mani su palle e culo. Geme rauco.
Mi ributta giù, allarga gambe. Dita sulla figa fradicia, clitoride gonfio. ‘Sei una troia bagnata’. Cazzo sfiora l’ingresso, mi stuzzica con il glande umido di fica. Entra piano, esce. ‘Ti prego…’. Ride, mi scopa a colpi brevi. Poi una spallata: dentro fino in fondo. ‘Cazzo, che figa stretta!’. Mi martella forte, io pizzico capezzoli. Sento ogni vena, ogni spinta. Mi morde il collo. ‘Più forte!’. Mani sul suo culo, lo spingo dentro. Orgasmo sale, lui sfrega clitoride. ‘No, troppo…’. Mi blocca le mani. Esplodo urlando, figa che si contrae sul cazzo.
Resta dentro, duro. Mi ritiro piano, lo ribalto. Succhio il cazzo sporco di me, gusto misto. Palpita, viene sui miei seni. Sperma caldo, lo spalmo sui capezzoli. Abbracci, cuori che calano. ‘Doccia?’.
Sotto l’acqua, mani che lavano, risate nervose. Esco, mi vesto di fretta. ‘Devo tornare, marito presto a casa’. Bacio fugace. Rientro, cena pronta, sorrisi innocenti. Ma sotto, figa ancora gonfia, ricordo del cazzo che mi riempiva. L’anello brilla, ma io brucio. Questo segreto mi fa viva. Domani, un altro seminario? Il brivido mi chiama.