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La Mia Doppia Vita: La Scopata Segreta nello Studio del Fotografo

Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da 15 con Marco, un avvocato impeccabile. Vivo a Milano, in un appartamento elegante in Brera. Di giorno, gestisco una galleria d’arte fotografica, tra mostre e clienti facoltosi. Tutti mi vedono come la donna perfetta: moglie devota, madre di due figli, professionista seria. L’anello al dito luccica sempre, simbolo della mia vita ordinata. Ma dentro… dentro c’è lui. Luca. Il fotografo che ho incontrato otto mesi fa a una vernice. Alto, occhi verdi, mani forti che sanno accendere una macchina fotografica e… me.

Oggi è stato un giorno come tanti. Riunione in galleria, caffè con colleghe, messaggi al marito: ‘Torno tardi, cena da sola stasera?’. Lui risponde: ‘Ok amore, ti aspetto’. Bugia. Il telefono vibra. È Luca: ‘Studio. Ora. Non resisto più’. Il cuore mi esplode nel petto. Sento il battito nelle tempie, le mani tremano mentre digito: ‘Vengo’. Guardo l’orologio: 20:30. I figli dormono dalla nonna. Marco è in studio. Tempo per una scopata veloce, rischiosa. Esco, tacchi che clicchettano sul marciapiede, l’aria fresca mi gela la pelle sotto il cappotto. Passo davanti al portiere, sorrido: ‘Buonasera signora Elena’. Lui non sa che sto andando a farmi fottere come una puttana.

Il Segreto che Mi Brucia Dentro

Entro nello studio buio, in una viuzza dietro Navigli. Luca mi afferra subito, porta chiusa a chiave. ‘Cazzo, Elena, mi fai impazzire’. Le sue labbra sulle mie, ruvide, affamate. Io… esito un secondo, penso a Marco, all’anello che sfrega contro la sua nuca. Ma il desiderio vince. ‘Shh, veloce. Devo rincasare’. Le mani sue sotto la gonna, strappano le mutande. Sento l’umidità tra le cosce, il mio odore di eccitazione. Mi spinge contro il muro, freddo sul culo. Slaccia i pantaloni, tira fuori il cazzo duro, grosso, venoso. Lo guardo pulsare. ‘Prendilo’, ringhia. Io mi abbasso, lo ingoio. Bocca piena, saliva che cola, lo succhio forte, la lingua sul glande. Geme: ‘Sì, troia mia’. Mi alzo, gambe aperte. Lui mi solleva una coscia, spinge dentro. Un colpo secco, la fica si apre, mi riempie fino in fondo. ‘Ahh!’, grido piano. Martella veloce, il muro trema. Sento le palle sbattere contro di me, sudore che cola, cuori che battono all’unisono. Cambio posizione: sul tavolo, foto sparse intorno. Mi sdraio, lui mi penetra da dietro, una mano sul clitoride. ‘Sto venendo…’, ansimo. ‘Aspetta me’. Aumenta, bestiale. Io stringo l’anello nel pugno, il metallo freddo contro la pelle bollente. Viene dentro, fiotti caldi che mi inondano. Io esplodo, la fica contrae, spasmi infiniti. Cinque minuti di paradiso puro.

Ci rivestiamo in fretta, respiri affannati. ‘La prossima volta foto nuda’, sussurra, baciandomi il collo. Io sorrido, colpevole ma viva. ‘Forse’. Esco, gambe molli, fica che gocciola il suo sperma nelle mutande. Rientro a casa alle 22:45. Marco mi abbraccia: ‘Com’è andata la riunione?’. ‘Bene, stanca morta’. Cena fredda, chiacchiere banali. Ma sotto il tavolo, stringo le cosce, sento il suo seme dentro di me. Il segreto mi eccita da morire. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta, ma stasera… stasera ho scopato come una dea. E non vedo l’ora di rifarlo. Il brivido del rischio, la doppia vita: è questo che mi fa sentire viva.

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