Mi chiamo Elena, ho 35 anni, sposata da otto con Marco, un ingegnere gentile. Lavoro come avvocata in uno studio importante a Milano. Tutti mi vedono come la moglie perfetta, la professionista impeccabile, con l’anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma c’è un segreto che mi consuma. Da mesi, ho una musa, una donna che chiamo solo mia, Lea. Non è reale per gli altri, ma per me sì. È il mio vizio nascosto, la voce che mi spinge oltre.
Oggi, dopo una giornata di riunioni, salgo sul bus affollato per tornare a casa. Il cuore mi batte forte, guardo l’orologio: Marco arriverà tra un’ora. Lea mi sussurra nell’orecchio, invisibile a tutti. ‘Vai a casa tua, piccola. Ho una lezione per te.’ Arrossisco, stringo la borsa. Un uomo di fronte a me si agita, il suo pantalone si tende. Lea ride piano. ‘L’ho solo sfiorato con la mente. Ma tu, Elena, sei mia.’ Mi mordo il labbro, l’eccitazione sale. Scendo alla fermata vicino al mio monolocale, quello che tengo segreto, fingendo sia per il lavoro. Sei piani a piedi, senza ascensore. Sudata, ansante, apro la porta. Lei è lì, nuda sul divano, corpo perfetto, seni a pera, curve da sogno, il pube rasato come una ciliegia invitante.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
‘Finalmente’, dice con un sorriso malizioso. ‘Spogliati. Oggi impari a conoscerti davvero.’ Esito, guardo l’anello al dito. ‘E se Marco chiama?’ ‘Troverai una scusa. Ora, togliti tutto.’ Mi tolgo la gonna, la camicetta, il reggiseno. Non ho mutande da stamattina, le ho perse in un bagno dell’ufficio pensando a lei. Il mio sesso è già gonfio, umido. Lea mi guarda. ‘Sai farti venire, ma frettolosamente. Oggi, piano.’ Mi siedo vicino, lei afferra il mio seno, lo stringe piano. ‘Mmmh…’ Gemevo. Mi guida la mano sul capezzolo turgido, cerchi lenti. La sua bocca sul mio ombelico, lingua calda. Brividi ovunque. Prende l’altra mano, la porta tra le gambe. Le mie labbra intime pulsano, bagnate.
L’Esplosione di Piacere e il Ritorno al Segreto
‘No, non entrare ancora’, ordina. ‘Lascia salire il piacere goccia a goccia.’ Mi bacia le spalle, succhia i capezzoli, li morde leggero. La mia mano sinistra scivola sulle natiche, tocco l’ano umido di eccitazione. ‘Ho voglia… troppa.’ ‘Aspetta.’ La sua lingua sul ventre, soffio caldo sul clitoride. Urlo piano. Lei lo sfiora, sorride viziosa. Le dita delineano il contorno della figa, protetta. Poi, un dito nel mio culo, facile per la saliva. Gemevo forte. Il clitoride implora. Lei lo lecca su e giù, un dito ora nella fica, che cola. Quasi vengo, ma si ferma. ‘No! Bastarda!’ ‘Rilassati. Sarà meglio.’ Trattengo il fiato, sudata. Riprende, due dita dentro, trova il punto G al primo colpo. Lo massaggia in cerchi, lingua sul clito. Succhio il suo dito bagnato della mia eccitazione. ‘Deliziosa.’ Mi offro, ginocchia al petto. Tremano le cosce, gemo ‘Dio mio’. Lei ride. ‘Solo la tua musa.’ Fermata di nuovo, al limite. Poi, esplode: mano che schiaccia il G-spot, bocca che divora il clitoride. Vengo muta, corpo scosso, senza respiro. Squirt sulla sua mano, lei lecca tutto. Fluttuo, persa.
Mi riprendo piano, nuda, cosce fradice sul divano. Lea sorseggia tè sul balcone. ‘Pronta?’ Annuisco, debole. Mi vesto di fretta, l’anello luccica contro la pelle arrossata. Esco, bus per casa vera. Marco mi bacia ignaro. Cucino, sorrido. Dentro, il segreto brucia: sono la moglie perfetta e la puttana assetata. Il cuore batte ancora per il rischio. Domani, di nuovo. Non vedo l’ora.