Sono sposata da dieci anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Di giorno, tailleur impeccabile, riunioni, clienti rispettabili. Mio marito, ingegnere stabile, cena pronta alle otto. Ma dentro… c’è Marco. Il mio stagista ventiduenne, atletico, capelli scuri arruffati. Ci conosciamo da mesi, amici prima, poi quel bacio rubato in archivio. Solo sesso, dico a me stessa. Niente amore.
Oggi al lavoro, lo vedo fissare quella bionda nuova, curve perfette. Mi sale la gelosia, stupida, irrazionale. Il mio cuore batte forte, l’anello al dito mi stringe. Esco presto, fingo un impegno. A casa, doccia bollente. L’acqua scorre sul seno, scendo con le mani tra le gambe, penso alla sua bocca su di me. Mi fermo, non voglio venire da sola. Lui mi manda un SMS: “Vieni da me stasera? Devo rivedere il caso per domani, genitori via”. Sorrido, eccitata. “Ok, arrivo alle 20”. Bugia a mio marito: “Riunione improvvisa”.
Il Messaggio che Accende il Desiderio Nascosto
Cammino sotto la pioggia fredda milanese, giacca leggera, tacchi che cliccano. Arrivo al suo appartamento modesto, suona il citofono. Mi apre in maglietta bianca attillata, pantaloni neri. “Hai portato le carte?”, dice, ma i suoi occhi dicono altro. Ci sediamo sul divano, apriamo il fascicolo. Parlo di leggi, lui annuisce, ma la sua gamba sfiora la mia. “Quella bionda… ti piace?”, butto lì, fingendo indifferenza. Ride. “Nah, non quanto te. Ricordi la prima volta? La tua bocca…”. Arrossisco, ma il basso ventre pulsa.
Non resisto. Mi alzo, lo spingo sul divano. Gli slaccio i pantaloni, boxer tesi. Tiro fuori il suo cazzo duro, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, succhio avida, lingua sul glande. Geme: “Cazzo, sì…”. Si inginocchia, mi toglie la gonna, le mutande. 69 sul divano, il suo cazzo in gola mentre lui lecca la figa bagnata. “Marco, fammi venire…”, ansimo. Succhio più forte, lui infila due dita nel culo, lubrido. “Vuoi provarci stasera?”, sussurra. Annuisco, eccitata dal rischio.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Mi giro, a pecorina. Lubrificante freddo sull’ano, dita che aprono. “Piano…”, dico, ma voglio tutto. Il suo cazzo spinge, entra piano, mi spacca. Dolore che diventa piacere puro, stretto, intenso. “Cazzo, sei strettissima”, grugnisce. Pompa forte, palle che sbattono sul mio culo. Il mio cuore martella, l’anello luccica mentre mi aggrappo al divano. “Più forte, scopami!”. Urlo piano, vicini ignari. Mi giro, lo cavalco, il suo cazzo nel mio culo fino in fondo. Viene dentro il preservativo, io mi tocco la figa e squirto sul suo petto.
Ci puliamo veloci, sudati, ridendo nervosi. “È stato… pazzesco”, dice lui. Io annuisco, rimetto il tailleur. Esco nella notte umida, gambe molli. A casa, marito addormentato. Mi infilo nel letto, profumo di sesso represso. Domani ufficio, sorrisi professionali. Ma dentro, brucio. Questo segreto mi fa viva. L’anello al dito, il suo sperma fantasma sulla pelle. Non vedo l’ora del prossimo SMS. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire.