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La Mia Doppia Vita: Sesso Proibito per Scalare il Potere

Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Mi chiamo Elena, ho 38 anni, avvocata a Roma, sposata con Marco da dieci anni. Lui è un ingegnere per bene, casa in ordine, figli a scuola, cene in famiglia. Tutti mi guardano come la donna perfetta: tailleur impeccabili, riunioni in studio, sorrisi al marito. Ma sotto sotto… cazzo, sotto sotto brucio.

Voglio di più. L’anno prossimo ci sono le elezioni per il consiglio comunale, io candidata assessore. Ho bisogno del sostegno del partito, di quel vecchio volpone di Vittorio, il segretario regionale. Sessantacinque anni, capelli bianchi, potere nelle mani. Lo conosco da anni, sguardi rubati ai congressi. Ieri l’ho chiamato. ‘Vittorio, dobbiamo parlare del mio programma.’ Voce ferma, ma il cuore mi martellava. Ho guardato l’anello nuziale che luccicava al dito, mentre Marco dormiva accanto. Colpa? Un po’. Ma l’eccitazione… porca puttana, l’eccitazione mi ha fatto bagnare le mutande.

Il Segreto che Mi Divora

Oggi pomeriggio, ufficio suo al quartiere Prati. ‘Elena, entra.’ Mi chiude la porta, mi offre un caffè. Parliamo di alleanze, voti. Ma i suoi occhi scendono sul mio seno, stretto nel corpetto. Sento il calore salire. ‘Vittorio, ho bisogno del tuo appoggio. Sono la migliore.’ Lui sorride, si appoggia alla scrivania. ‘E cosa mi dai in cambio, bella?’ Il mio telefono vibra: messaggio di Marco, ‘A stasera amore.’ Paura. Urgenza. Mi alzo, gli metto una mano sul pacco. Duro già. ‘Questo.’

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno

Lui ride, mi tira a sé. Bacio famelico, lingua che invade. Le sue mani sotto la gonna, strappano le autoreggenti. ‘Sei una troia sposata, eh?’ ‘Sì, e lo adoro.’ Lo spingo sulla sedia, mi inginocchio. Zio Vittorio, con la patacca gonfia. Tiro giù la zip, prendo in bocca il cazzo. Sale e scendi, saliva che cola, lo lecco fino alle palle. Gemo, ‘Mmm, che verga grossa.’ Lui mi afferra i capelli, ‘Succhia, puttana.’ Il cuore mi esplode, ogni secondo rischio che entri qualcuno. L’anello al dito sfrega la sua coscia pelosa, contrasto pazzesco. Mi alzo, mi giro, gli abbasso le mutande. ‘Scopami ora.’ Mi siedo sul suo uccello, piano, lo sento aprirmi la fica. Bagnata fradicia, entro fino in fondo. ‘Cazzo, Elena, sei stretta.’ Cavalcata furiosa, tette che ballano fuori dal reggiseno. Lui mi捏 i capezzoli, ‘Più forte, troia.’ Io ansimo, ‘Sì, riempimi, prima che torni a casa.’ Vengo prima io, spasmi violenti, urlo soffocato. Lui mi segue, sborra caldo dentro, ‘Prendila tutta.’

Mi rivesto di fretta, specchietto per il rossetto sbavato. ‘Il tuo sostegno?’ ‘Ce l’hai, ma torna presto.’ Bacio veloce, esco. In macchina, gambe tremanti, fica che gocciola sperma sul sedile. Arrivo a casa, Marco mi abbraccia. ‘Com’è andata?’ ‘Bene, amore.’ Sorrido, cucino, metto a letto i bimbi. Ma dentro… dio, quel segreto mi fa ribollire. L’anello pulito, il suo odore ancora addosso. Domani congresso, lui mi appoggerà. Colpevole? Sì. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita è la mia droga. Non smetterò mai.

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