Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, sposata da 12 con Roberto, un commercialista rispettabile. Gestisco un centro estetico in centro, vita impeccabile: tailleur eleganti, sorrisi ai clienti, cene con amici. L’anello al dito brilla sempre, simbolo del mio matrimonio stabile. Ma… c’è Paolo. L’ho rivisto per caso un mese fa, dopo 15 anni. Lui, ricco imprenditore, occhi profondi, quel sorriso che mi fa tremare. Ci scriviamo di nascosto, cuori che battono forte nei messaggi. ‘Vieni da me stasera, prima che torni a casa’, mi ha detto ieri. Io, con il grembiule del lavoro ancora addosso, ho mentito a Roberto: ‘Rientro tardi, riunione con fornitori’. Il cuore mi martella nel petto mentre guido verso il suo appartamento, a due isolati dal nostro. L’adrenalina mi bagna già tra le cosce. Guardo l’anello, lo ruoto nervosa. E se mi scoprissero? Ma è questo il brivido che mi fa impazzire.
Parcheggio, salgo le scale di corsa, sudata. Paolo apre la porta, mi tira dentro, bocca sulla mia. ‘Cazzo, Sofia, mi fai morire’, ansima. Le sue mani sotto la gonna, gemo già. ‘Ho solo 20 minuti, amore, scopami veloce’. Mi sbatte contro il muro del corridoio, mi strappa le mutande. Sento il suo cazzo duro premere contro la fica bagnata. ‘Sei fradicia, puttana mia’, ringhia, e me lo infila tutto in un colpo. Urlo, le unghie nella sua schiena. Pam pam pam, mi scopa forte, il muro trema. L’anello luccica mentre gli afferro i capelli. ‘Più forte, Paolo, fammi venire’. Mi gira, mi piega sul tavolo, mi lecca il culo da dietro, lingua dentro, succhia il clitoride. ‘Dio, la tua lingua… sì!’. Mi infila due dita nella fica, pompa, mentre mi morde una chiappa. Io mi tocco, gemo come una troia. Poi mi rimette in piedi, mi sbatte sul divano, gambe spalancate. Il suo cazzo entra di nuovo, profondo, bolas che sbattono. ‘Ti riempio, Sofia’. Succhio il suo collo, gusto il sale della pelle. ‘Vieni dentro, riempimi la fica’. Esplode, caldo sperma che mi cola dentro. Io vengo subito dopo, tremo tutta, urlo il suo nome. Ci lecciamo sudati, io gli succhio il cazzo pulendolo, gusto il nostro mix. ‘Sei la mia troia segreta’, mi dice, baciandomi.
La Routine da Moglie Perfetta e il Fuoco Nascosto
Mi rivesto di fretta, mutande zuppe in borsa. ‘Devo andare, amore’. Bacio veloce, esco con le gambe molli, fica che pulsa ancora. Guido a casa, profumo di sesso addosso, copro con profumo. Roberto mi accoglie: ‘Com’è andata?’. Sorriso perfetto: ‘Bene, stanca morta’. Lo bacio, sento il suo sapore innocente contro il mio segreto sporco. Ceniamo, parlo del lavoro, ma dentro rido. L’anello brilla, ma la fica mi ricorda Paolo. Domani lo rifarò. Questa doppia vita mi eccita da morire: moglie di giorno, puttana di nascosto. Il rischio mi fa venire solo a pensarlo. Non smetterò mai.