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La Mia Doppio Vita: L’Amante nell’Alpeggio Segreto

Mi chiamo Sofia. Avvocatessa a Torino, sposata da dieci anni con Paolo, due figli, casa perfetta. Fuori, sono la donna impeccabile: tailleur, riunioni, cene con clienti. Dentro… brucio. Adoro il brivido del proibito, quel nodo allo stomaco quando mento. ‘Tesoro, devo andare a un congresso a Aosta per due giorni’, gli dico venerdì sera. Bacio sulla guancia, lui annuisce distratto dal telegiornale. Cuore in gola, all’anello nuziale che luccica al volante della mia Panda.

La strada è un incubo: strettissima, sopra precipizi da centinaia di metri, tunnel scavati nella roccia senza protezioni. Sudata, mani strette sul cambio, prego di non incrociare nessuno. Dopo curve da vomito, tra boschi e torrenti, appare il paesino. Case di pietra e legno, cappella, piazza con fontana. Entro nel bar-epiceria, campanello tintinna. Tre montanari mi fissano. ‘Buongiorno’. ‘Buongiorno, signora. Che vuole?’. ‘Un caffè, per favore’. Occhi curiosi. ‘Cosa la porta qui?’. ‘Escursione… foto di animali’. Ridono. ‘Non è autostrada questa!’. Parlo col padrone, anche sindaco. ‘Cerco un posto per dormire, consigli sui sentieri’. Entra lei… no, lui: Marco, una tempesta. Zaino enorme, jeans tesi su cosce muscolose, occhi neri. ‘Ciao a tutti!’. Bacia il sindaco, mi squadra. ‘Marco, accompagna la signora all’alpeggio tuo?’. Lui esita, mi guarda. ‘Va bene, ma è in salita’. Pago tutto, parcheggio dietro una casa vuota. Esco, zaino in spalla. ‘Andiamo?’. Il suo culo sodo davanti, io ansimo già.

Il Viaggio Proibito e l’Incontro

Fino al ponte sul torrente, ok. Poi… inferno. Lui vola, io sudo. ‘Piano…’. ‘Sei città, eh?’. Pausa all’ombra degli ultimi alberi. Bevo dalla borraccia, lui offre vino italiano rosso, denso. ‘Prova questo, carburante vero’. Mangiamo pane, prosciutto. Parliamo. Lui: pastore, alpeggio solo d’estate, mucche Tarine, formaggi bio. ‘Marito? Figli?’. ‘Sì… ma qui, lontana’. Mi fissa. ‘Auto-sufficiente?’. Rido nervosa. Tre ore dopo, l’alpeggio: baite semplici, mucche al pascolo, aria profumata di fiori. Entro nel rifugio: legno caldo, stufa, letto a castello con pagliericcio. ‘Dormi lì’. Lui scompare per le vacche, torna sudato. Accendo fuoco, preparo uova. Mangiamo, vino. ‘Bella… troppi vestiti’. Sole al tramonto, Mercurio e Venere. Rientriamo, lui butta legna. ‘A letto, domani presto’. Nuda nel sacco a pelo. ‘Fa caldo così’. Lo seguo, eccitata, capezzoli duri. Slip giù, cazzo semi-eretto. ‘Non sei frocio, eh?’. Rido, ma lui spegne luce. Dormo male, sogno di lui su di me.

L’Esplosione di Desiderio all’Alpeggio

Mattina, sveglia. Lo vedo nudo lavarsi al lavello, muscoli tesi, cazzo molle che dondola. ‘Caffè?’. Mi svesto, ‘Doccia sotto la pioggia’. Fuori, cascata gelida dal tetto. Ci insaponiamo, corpi a contatto. ‘Calda sei…’. Mi bacia, lingue voraci. ‘Prendimi!’. Lo cavalco sul banco, fica bagnata ingoia il suo cazzo duro come ferro. ‘Cazzo, Sofia… stringi!’. Lo scopo furiosa, unghie nella schiena, tette che rimbalzano. ‘Più forte, scopami!’. Mi gira, mi sbatte da dietro, palle che schiaffeggiano. ‘Vengo…’. Sborra calda dentro, urlo. Esausti, sudati. ‘Niente rischi, prendo pillola’. ‘Ora vacche’. Esce, io trepido.

Torno domenica sera. Paolo: ‘Com’è andato congresso?’. ‘Bene, stancante’. Bacio innocente, all’anello contro la sua guancia. Dentro, figa ancora gonfia, mutande umide di ricordo. Segreto mio, adrenalina pura. Domani ufficio, ma stasera tocco me pensando a Marco. Doppio vita… non smetto mai.

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