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La Mia Doppia Vita: L’Artigiano e il Segreto che mi Fa Tremare

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da dieci con Paolo, un avvocato serio, alto, muscoloso. Lui è fedele, rispettabile, la nostra vita è perfetta: casa in campagna vicino Firenze, cene eleganti, weekend con amici. Ma dentro, mi sento vuota. Il sesso con lui è routine, tenero, prevedibile. Io voglio di più, quel brivido che mi fa battere il cuore forte.

Tre mesi fa, al mercato di Natale in un paesino toscano, incontro Luca. Fa oggetti in legno e cuoio, artigianato grezzo, sensuale. Alto, mani callose, occhi che mi trafiggono. Ci mettiamo a chiacchierare dei suoi lavori, io vendo i miei gioielli in resina lì accanto. “Bellissimi i tuoi ciondoli,” dice lui, sfiorandomi la mano. Sento un calore tra le gambe. “Grazie, i tuoi cofanetti… perfetti per segreti,” balbetto, arrossendo.

Il Contraste tra Vita Normale e Desiderio Proibito

Torno a casa, Paolo mi bacia la guancia. “Com’è andata?” “Bene, venduto tutto.” Ma penso a Luca. Gli do il numero per “affari”. Inizio a mentire: uscite serali per “riunioni”, weekend da “amiche”. Il cuore mi martella ogni volta che esco, l’anello al dito luccica come un rimprovero. Ma l’eccitazione vince. Lo chiamo: “Vieni da me? No, non posso… la mia fattoria è isolata.”

Guido nervosa, la notte fredda, mani sudate sul volante. Arrivo alla sua vecchia fattoria, porcilaia ristrutturata dietro, atelier pieno di odore di cuoio. Mi apre, profuma di legno e uomo. “Elena…” Mi bacia subito, urgente. Le sue mani ruvide sotto la gonna, io ansimo: “Aspetta, ho marito… ma non resisto.”

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno al Segreto

Mi spinge contro il muro dell’atelier, la segatura sotto i piedi. Mi strappa le mutande, le dita dentro di me, bagnata fradicia. “Cazzo, sei una troia sposata,” ringhia, e io gemo: “Sì, scopami forte.” Mi gira, pantaloni giù, il suo cazzo duro mi penetra di colpo, profondo. Il cuore mi esplode, l’anello sfrega la sua pelle mentre mi aggrappo al banco. Pompa veloce, bestiale, io urlo piano per non svegliare i vicini lontani. “Vengo…” ansimo, le gambe tremano, lui mi riempie di sperma caldo, tirandosi fuori all’ultimo, schizzandomi sulle cosce.

Ci rivestiamo in fretta, sudati, odore di sesso ovunque. “Devo andare, Paolo aspetta,” dico, baciandolo colpevole. “Torna presto, puttana mia.” Rido nervosa, il cuore ancora a mille.

Guido a casa, mutande sporche in borsa, sperma che cola. Paolo dorme, lo bacio: “Notte amore.” Mi infilo sotto le coperte, tocco il clitoride gonfio, vengo di nuovo pensando a Luca. Domani lavorerò sorridendo al mio uomo, ma dentro brucerò per il prossimo segreto. Questa doppia vita mi consuma, ma dio, che goduria. Non smetterò mai.

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