Non ci credo ancora. È il 1976, Torino. Io sono Silvia, infermiera di sala, 28 anni. Single, debiti, faccio qualche foto nuda per arrotondare, sotto il nome Sybilla. Poi incontro lui, Francesco. Mi mostra foto di sua moglie Solange. La sua sosia perfetta. Gemelle separate alla nascita, stesso mestiere, stessa data. Lei rispettabile, sposata, bimba di un anno. Io… libera. Ci vediamo di nascosto, caffè, confidenze. Lui frustrato, lei pudica, sempre stanca dal blocco operatorio. Io gli parlo dei miei set porno, lui arrossisce ma eccitato. ‘Sembri lei, ma tu sei… vera.’ Tensione sale. Una sera da loro, brutta cena. Solange crolla, morta. Arresto cardiaco. Panico. ‘Silvia, prendi il suo posto. Io voglio questa vita. Tu sei perfetta.’ Cuore mi batte forte. Scambio vestiti, borsa, anello. Quel metallo freddo al dito sinistro, mentre sistemo il suo corpo nella mia macchina su un’area autostradale. Sembra un malore al volante. Guido verso casa loro, mani sudate. E se la bimba piange? E se Francesco capisce? Adrenalina mi bagna tra le gambe. Parcheggio. Lui apre, mi guarda strano. ‘Solange? Sei tu?’ Annuisco, fingo amnesia da stress. ‘Ho avuto un capogiro tornando, ma sto bene.’ Giovanna dorme. Mi stringe, odore familiare. Sento il suo cazzo indurirsi contro di me. ‘Stasera sei… diversa. Più sexy.’ Arrossisco. Colpevole? Sì, ma eccitata da morire.
In camera, luce fioca. ‘Raccontami della braderie oggi.’ Distolgo, lo bacio. Urgente. Mani sue sotto la gonna, quella mia troppo corta. ‘Silvia… no, Solange, cazzo, sei bagnata.’ Gli slaccio i pantaloni, cazzo duro salta fuori, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, succhio piano, lingua sul glande. Geme: ‘Dio, non eri mai così troia.’ Io penso: è per questo che mi vuole. Gola piena, sbavo. Mi sdraio, apro gambe. ‘Leccami.’ Dito suo sulla fica rasata – grazie ai set porno – entra, poi lingua. Succhia clitoride, io gemo forte. ‘Shh, la bimba!’ Ansimo: ‘Non fermarti.’ Mi infila due dita, pompa. Orgasmo mi squassa, squirto un po’. Lui su di me, cazzo spinge dentro. Stretto, bagnato. ‘Cazzo, Solange, la tua fica è una guanto.’ Pompa forte, tette mie ballano – più sode delle sue. Allungo mano, tocco l’anello mentre lui mi scopa. Contrasto folle: moglie perbene, ma troia dentro. Da dietro, cane, schiaffi su culo. ‘Ti piace? Dimmi che sei la mia puttana.’ ‘Sì… scopami più forte.’ Sudore, odore sesso. Viene dentro, caldo riempie. Io vengo di nuovo, urlo soffocato nel cuscino. Crolliamo, ansimi.
Il Segreto che Cambia Tutto
Mattina. Preparo caffè, allatto Giovanna come se fosse mia. Francesco sorride: ‘Stanotte eri un’altra. Mi piace.’ Bacio veloce, lui al lavoro. Io alla clinica, orario morbido. Segreto salvo, per ora. Cuore ancora batte. Colpevole? Un po’. Ma quel brivido… l’anello luccica mentre penso al prossimo rischio. Sono Solange fuori, Sybilla dentro. E adoro questa doppia me.