You are currently viewing La Mia Doppia Vita: Il Segreto Caldo nel Bosco della Villa
https://nagieamatorki.net

La Mia Doppia Vita: Il Segreto Caldo nel Bosco della Villa

Mi chiamo Maria, ho 42 anni, sposata con un notaio rispettabile di Firenze. Di giorno sono la moglie perfetta: cene eleganti, riunioni in banca dove dirigo il reparto prestiti, sorrisi impeccabili. Mio marito legge il giornale al mattino, ignaro. Porto l’anello al dito, luccicante come il mio segreto. Ogni estate, in villeggiatura nella villa di famiglia in Toscana, la routine è la stessa. Le mie cugine organizzano partite a carte, passeggiate nel parco. Io apro le persiane all’alba, guardo i giardini curati, il verger con i frutti maturi. Sembro la signora perbene. Ma… ogni mattina, esco per la ‘passeggiata’ con il cane rossiccio. Dicono che vado a cogliere margherite. Bugia. Il cuore mi batte forte già mentre scendo le scale. Sento l’odore del caffè in cucina, mia cognata che chiacchiera. Esco piano, il cane trotterella. Il bosco è fresco, l’aria umida mi accarezza le gambe sotto la gonna leggera. Penso: e se mi vedono? E se lui capisce? Ma il brivido… Dio, mi bagna già.

Cammino veloce verso la radura. La capanna di legno, non la catapecchia che credono le cugine. Odo il fiume scorrere, i cavalli nitrire piano. L’odore di sterco caldo mi eccita, grezzo, animale. Entro, lui è lì: Jacopo, 50 anni, braccia da boscaiolo, pelle cotta dal sole. Mi guarda con quegli occhi chiari, labbra spesse. ‘Sei in ritardo, signora’, ringhia piano. Io arrossisco, ma sorrido colpevole. ‘Devo tornare presto, Jacopo. Prima delle dieci.’ Lui ride basso, chiude la porta. Le sue mani ruvide mi afferrano la vita, mi girano di scatto. Sento il suo fiato caldo sul collo. L’anello luccica mentre gli slaccio la camicia. Il mio cuore pompa, le tette mi si induriscono sotto il reggiseno. ‘Fammi vedere quanto mi vuoi’, mormoro, eccitata dal rischio.

La Routine e il Desiderio Nascosto

Mi piega sulla vecchia tavola di legno, ruvida contro la pelle. Trascina su la gonna, le mutande giù in un gesto. Il mio culo pallido all’aria, le cosce aperte. Sento il suo cazzo già duro premere. Enorme, Cristo, quel mostro peloso, la cappella viola gonfia come una prugna. ‘Aspetta…’, ansimo, ma lui no. Si inginocchia, allarga le chiappe con la manona callosa. La lingua… oh Dio, la sua lingua粗糙 mi lecca la fica, dal clitoride al buco del culo, senza pudore. Succhia le labbra gonfie, infila la lingua dentro, mi fa gemere forte. ‘Zitta, o ti sentono’, sibila, ma continua a divorarmi. Io gemo piano, il cuore in gola, la fica che cola. Poi si alza, punta quel cazzo bestiale contro la mia entrata bagnata. Spinge, entra piano, mi spacca. ‘Cazzo, sei stretta sempre’, grugnisce. Io: ‘Più forte, scopami, fai presto!’ Pompa selvaggio, colpi secchi, il tavolo trema. Sento le sue palle pelose sbattere sul mio clito, il ventre che si deforma, l’anello che graffia il legno. Ansimo, vengo tremando, la fica che lo stringe. Lui ruggisce, mi afferra i fianchi, sbatte l’ultimo colpo. Sborra dentro, caldo, denso, fiotti che mi riempiono. Esce di colpo, vedo il suo sperma colare dalla mia fica spalancata, misto al mio umore.

Resto lì, ginocchia molli, respiro corto. Lui si riveste, prende le sue monete dal mio borsellino – il nostro patto sporco. ‘A domani, signora.’ Esce. Io mi asciugo con un fazzoletto, il seme che cola ancora sulle cosce. Mi sistemo i capelli, prendo margherite dal prato. Il cane mi lecca la mano. Torno indietro, un po’ barcollante, sorrido alle cugine a colazione. ‘Bella passeggiata?’ ‘Sì, rinvigorente.’ Dentro, rido. Il segreto mi scalda, l’eccitazione della doppia vita mi fa bagnare di nuovo. Mio marito non saprà mai. E io… non smetterò.

Leave a Reply