Dio, non so da dove iniziare. Sono Maria, 38 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Luca da 10 anni, casa perfetta, figli a scuola, vita impeccabile. Tutti mi guardano come la donna in carriera, fedele, elegante. Ma ho un segreto che mi fa tremare le gambe. Ogni tanto, scappo nei giardini allotterie in periferia, quei lotti di terra con capanni fatiscenti. Lì c’è lui, Gino, il sessantenne con barba lunga e braccia forti dal lavoro manuale. Non è bello, ma quel suo sguardo… mi fa bagnare all’istante.
Ieri mattina, ero uscita per il caffè, in vestaglia leggera, quando la porta ha sbattuto. Chiusa fuori, maledizione. Luca era via per lavoro, vicini assenti. Ho visto Gino oltre la recinzione, intento a zappare. ‘Signore, mi aiuti? Sono chiusa fuori!’ ho gridato, il cuore già in gola. Lui è saltato la barriera con un vecchio cassetta, atterrando vicino a me. La vestaglia si è aperta un po’, i miei seni grossi quasi nudi. Lui ha guardato, ma non ha detto niente. Abbiamo provato la finestra della lavanderia, chiave dentro. ‘Ho un volantino’, ho detto, passandoglielo. L’ha infilato sotto la porta, armeggiato con un coltello. Funzionato. Siamo entrati.
La Routine Perfetta e il Primo Sussurro del Desiderio
‘Grazie, entri per un caffè?’ ho balbettato, rossa in viso. Ero eccitata, l’alliance al dito che luccicava mentre gli versavo il vino fresco. Passando dietro di lui, ho sfiorato la sua spalla. Intenzionale. Lui ha posato la mano sulla mia coscia nuda. Mi sono bloccata. ‘Sei sicura?’ ha mormorato. Ho serrato le gambe, sì, consentendo. Il suo dito tra le labbra della figa, già fradicia. Il pollice sul culo. Ho gemuto piano, mani sul bancone. Cuore che martellava: e se tornava Luca prima? L’urgenza mi eccitava di più.
Mi ha girata, vestaglia sulle spalle, una mano sulla fica, l’altra sul seno. Mi baciava il collo, io mi strusciavo contro il suo cazzo duro nei pantaloni. ‘Fottimi veloce’, ho sussurrato, colpevole ma arrapata. Pantaloni giù, il suo uccello nodoso, scuro, dritto nella mia figa rasata. Scivolava facile, dentro fino ai peli, fuori luccicante. Le mie chiappe bianche contro il suo pube peloso. Ogni colpo, un gemito represso. ‘Nel culo, ti prego’, ho implorato, vedendo la margarina sul tavolo. L’ha spalmata, e piano, il suo cazzo grosso nel mio buco stretto. Dolore dolce, poi estasi. Ho urlato piano, mano sulla clitoride, venendo forte mentre lui mi riempiva di sborra calda.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno al mio Mondo
Crollata sul tavolo, tra briciole di colazione. Puzza di sesso, merda, margarina. ‘Vieni, laviamoci’, ho detto, trascinandolo su. Nudi sotto la doccia, l’ho pompato di nuovo, succhiando il suo cazzo fino a fargli schizzare in gola. ‘Grazie, mi hai salvato’, ho riso, ma dentro pensavo: mio marito non saprà mai.
Tornata a casa, pulita, profumo coperto da un giro in bici. Luca mi ha baciato: ‘Com’è andata la mattinata?’. ‘Bene, amore’, sorriso perfetto. Ma tra le cosce, bruciavo ancora. Stasera, mentre cucino, tocco l’alliance e rivivo il suo cazzo nel culo. Il brivido del segreto mi fa venire solo al pensiero. Domani? Tornerò all’orto. Non resisto.