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La Mia Doppia Vita: La Scopata Proibita con il Ragazzo dell’Hotel alle Canarie

Mi chiamo Isabella, ho 38 anni, sono un’avvocatessa a Roma, sposata con Luca da dodici anni, due figlie adorabili. Fuori, sembro la donna perfetta: tailleur eleganti, riunioni importanti, cene di famiglia. Ma dentro… dio, dentro brucio. Da mesi fantasticavo di qualcosa di sporco, proibito. Ho detto a Luca che andavo a un congresso alle Canarie per lavoro. Bugia. Volevo solo sfogarmi, lontano da tutto.

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Arrivo in questo hotel di lusso a Tenerife. Sole cocente, piscina infinita. Metto l’anello al dito, mi guardo allo specchio: rispettabile. Ma sul balcone della suite, ogni mattina, mi spoglio. Gambe aperte sul lettino, dita sulla fica bagnata. Il pannello ‘Non disturbare’ sulla porta. Chiudo gli occhi, penso a cazzi grossi, mani rudi. Il cuore mi batte forte, sudo sotto il sole. Mi masturbo piano, gemo piano. ‘Sì, così…’, sussurro. L’anello luccica mentre infilo due dita dentro, sentendo il succo colarmi sulle cosce.

Il Segreto che Mi Consumava

Una mattina, un rumore. Un tonfo dalla camera accanto. Sbircio: un ragazzo dell’hotel, giovane, sui 22 anni, steso a terra. Mi ha vista? Il mio cuore impazzisce. ‘Merda, mi ha spiata mentre mi toccavo’. Ma invece di vergognarmi… mi eccita. È carino, moro, magro. ‘Perché no?’, penso. Mi rimetto in posizione, apro di più le gambe. Muovo i fianchi, infilo le dita profondo, gemo forte: ‘Oh cazzo, sì!’. Vedo il riflesso: è lì, incollato al vetro. Mi cambrerò, vengo urlando, la fica che pulsa.

Il giorno dopo, banane dalla colazione. Le infilo piano nella fica, poi nel culo. ‘Mmm, troppo piccolo… vorrei di più grosso’, dico ad alta voce. Lo immagino con la sega in mano. Pomeriggio in piscina: lo incrocio, arrossisce, ha un’erezione evidente. Rido dentro. ‘Domani lo prendo’, decido. Il desiderio mi divora. Luca mi ha mandato un messaggio: ‘Ti manchi’. Colpa? Un po’. Ma la fica mi prude.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

Terzo mattino. Nuda sotto la vestaglia, aspetto. Passi nel corridoio. Apro la porta di scatto: è lui, con i lenzuoli. ‘Entra’, gli dico, tirandolo dentro. La vestaglia cade. ‘Ti ho visto spiarmi. Ti piace la mia fica?’. È impalato, ma il cazzo gli si drizza nei pantaloni. Mi tocco davanti a lui, dita bagnate. ‘Vieni, toccami’. Le sue mani tremanti sui miei capezzoli duri, poi sulla fica. ‘Sei fradicia’, balbetta. Tiro fuori il suo cazzo: duro, caldo, non enorme ma perfetto. ‘Scopami ora, prima che torni al lavoro’. Lo guido dentro di me, a pecorina sul tappeto. Entra di colpo, gemo: ‘Cazzo, sì!’. Mi pompa forte, le sue mani sui fianchi, io che spingo indietro. Sento l’anello sfregare la sua pelle, il contrasto mi fa impazzire. ‘Più forte, fammi male!’. Mi lecca il collo, mi morde. Poi mi gira, mi sbatte a terra, mi penetra il culo senza preavviso. ‘Ahhh! Piano!’, grido, ma stringo. Brucia, ma è divino. Mi sodomizza selvaggio, io mi strofino il clito. ‘Vengo!’, urlo. Lui esplode dentro, sborra calda che mi riempie il culo. Mi lecca la fica dopo, mi fa venire di nuovo con la lingua.

Cinque minuti, e via. ‘Non dire niente’, gli sussurro. Mi rivesto, tremante. Doccia veloce, trucco. Rientro in piscina come una signora. Luca chiama: ‘Com’è il congresso?’. ‘Stancante, amore’. Sorrido. Il culo mi duole, la fica gonfia, ma il segreto… dio, il brivido. Ogni sera, a letto con Luca, penso al ragazzo. Mi masturbo in silenzio. Voglio di più. Questa doppia vita mi eccita da morire. Colpevole? Sì. Ma non smetto.

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