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La Mia Doppia Vita: La Scopata Segreta con il Mio Amante

Sono Sofia, 45 anni, avvocatessa a Milano, sposata con Marco da 15 anni. Di fuori, vita perfetta: casa in ordine, figli grandi, riunioni in studio, cene con amici. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho conosciuto Bernardo tre mesi fa, in palestra. Alto, muscoloso, occhi da predatore. Un messaggio sul sito di incontri che avevo creato per sbaglio, e bum, chat infuocate. ‘Vieni da me, troia’, mi scriveva. E io, con l’anello al dito, mi bagnavo.

Stasera ho mentito a Marco. ‘Esco con le colleghe, compleanno di Laura’. Lui ha annuito, distratto dalla TV. Io in camera, cuore che martella. Mi infilo la robe corta nera, aderente, che mi segna il culo sodo da palestra. Niente reggiseno, tette libere che dondolano. E mutande? No. Mi guardo allo specchio, l’anello luccica. ‘Sei una puttana’, mi dico, eccitata. Prendo la borsa, bacio Marco sulla guancia. ‘Non fare tardi’. Esco, gambe che tremano, adrenalina pura. Guido veloce, parcheggio lontano dal suo palazzo. Suono, lui apre. ‘Finalmente, cagna’.

Il Segreto che Mi Bruciava Dentro

Ci buttiamo sul divano. Le sue mani ruvide sotto la robe, mi strizzano le tette. ‘Guardati, sposata e senza slip’. Io gemo, ‘Shh, veloce, devo tornare’. Mi alza la robe, vede la figa rasata, già fradicia. ‘Mouillée per me?’. Le sue dita entrano, due, tre, mi scopa la fica con la mano. Io ansimo, ‘Sì, inculami, presto’. Ma prima, mi fa inginocchiare. Tira fuori il cazzo, grosso, venoso, cappella viola. ‘Succhia senza mani, puttana vera’. Io obbedisco, lecco il glande salato, lo prendo in bocca. Lui mi afferra i capelli, me lo sbatte in gola. Tossisco, ma continuo, saliva che cola. ‘Bravo, troia, guarda come ti gonfia la bocca’. Mi guarda negli occhi, io fisso il suo cazzo che mi deforma le guance. Sento l’anello sfregare contro le sue palle pelose. Il cuore mi esplode, rischio tutto.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno a Casa

‘Girati, culona’. Mi metto a pecorina, culo in alto. Lui mi lecca il buco, sputa, infila un dito, poi due. ‘Stretto, ma si dilata bene’. Io gemo, ‘Fottimi il culo, Bernardo, forte’. Prende il lubrificante, ma usa prima la mia fica: mi ficca quattro dita, mi fa squirtare. ‘Guardati, schizzi come una fontana’. Poi il cazzo contro il mio ano. Una spinta, entra metà. ‘Ahi! Lentamente…’. ‘Zitta, salope’. Spinge tutto, mi spacca. Urlo di dolore e piacere. Pam pam pam, mi incula selvaggio, palle che sbattono sul mio clito. Io mi tocco, vengo urlando. Lui accelera, ‘Ti riempio il culo di sborra’. Grugnisce, spara dentro, caldo, tanto. Mi cola fuori mentre mi ritira.

‘Ancora?’. No, tempo finito. Mi pulisco veloce in bagno, robe giù, bacio bagnato. ‘Chiamami presto’. Corro a casa, entro piano. Marco sul divano. ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca morta’. Doccia rapida, annuso ancora il suo sperma su di me. In letto, Marco mi tocca, mi lecca la fica. ‘Sei dolce’. Ma io fingo, penso al culo sfondato. Faccio finta di venire piano. Dentro, rido: lui non sa, io sì. Domani ufficio, rispettabile. Ma stasera, sono la sua troia. Questo segreto mi fa viva, colpevole ma bagnata. Voglio di più. Dio, che brivido.

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