Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da vent’anni con Marco, avvocato rispettabile. Due figli adolescenti, casa in periferia, io sono la segretaria perfetta in uno studio legale. Tutti mi vedono come la donna perbene, con il tailleur impeccabile e il sorriso gentile. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ogni alba, prima che il mondo si svegli, guido la mia vecchia Fiat verso i docks. Il cuore mi martella nel petto, l’anello nuziale mi stringe il dito come una morsa. ‘Solo oggi’, mi dico. Ma è una bugia. Luca mi aspetta lì, nel magazzino abbandonato. È un artista di 32 anni, capelli arruffati, tatuaggi, occhi che mi divorano. Ci siamo incontrati per caso, un caffè rubato, e ora… ora è la mia droga.
Il brouillard è denso, l’odore di sale e ruggine mi invade le narici. Parcheggio dietro i container arrugginiti, spengo il motore. Le gambe tremano mentre cammino sui tacchi, il vento freddo mi solleva la gonna. Busso alla porta laterale, il cuore in gola. ‘Sei tu?’, la sua voce rauca dall’interno. ‘Sì, apri, cazzo, ho solo mezz’ora’. La porta si apre con un cigolio, entro nel sas buio. Poi il loft: contrasti folli, tappeti persiani logori, vinili punk, un divano enorme. Luca è lì, a torso nudo, muscoli tesi, pantaloni larghi. Mi guarda, sorride. ‘Sei bellissima, Elena. Ancora con quell’anello?’. Gli mostro la mano, esito. ‘Non posso toglierlo. Mi ricorda… tutto’. Ma lui mi afferra, le sue mani ruvide sul mio culo. Il mio corpo tradisce, la fica già bagnata.
Il Segreto che Mi Divora
Mi spinge contro il muro di cemento grezzo, le sue labbra sulle mie, lingua invadente. ‘Ho pensato a te tutto il giorno’, ansima. Strappa i bottoni della camicia, i miei seni enormi saltano fuori dal reggiseno, capezzoli duri come sassi. Li morde, forte, io gemo: ‘Ah, sì, così…’. Le sue dita sotto la gonna, slip abbassati, due dita dentro la mia fica fradicia. ‘Sei una troia sposata, lo sai?’. ‘Sì, scopami, Luca, fammi tua’. Mi gira, pantaloni giù, il suo cazzo duro come ferro preme contro il mio culo. Enorme, venoso, gocciolante. Mi penetra di colpo, un colpo secco nella fica, fino in fondo. ‘Cazzo, sei stretta!’, grugnisce. Io urlo di piacere, le unghie sul muro. Pam-pam-pam, mi scopa selvaggio, il divano punk che suona Joy Division in sottofondo. Ogni spinta mi sbatte, i seni che rimbalzano, l’anello che luccica mentre mi aggrappo a lui. ‘Più forte, rischi che mio marito chiami!’, ansimo. Mi afferra i fianchi, mi sbatte come una puttana, il sudore cola, l’odore di sesso riempie l’aria. Sento l’orgasmo montare, la fica che pulsa intorno al suo cazzo. ‘Vengo, cazzo!’, urlo. Lui esplode dentro, sborra calda che mi riempie, gocciola sulle cosce.
Ansimo, crollo sul divano, il suo sperma che cola. ‘Devo andare’, dico, voce tremante. Mi vesto di fretta, gonna storta, trucco sbavato. Lui mi bacia: ‘Torna presto, troia mia’. Esco, il brouillard mi avvolge, guido verso casa con la fica dolorante, piena di lui. Doccia veloce, cambio, sorrido ai figli a colazione. Marco mi bacia la guancia: ‘Hai dormito bene?’. ‘Sì, amore’. Dentro, rido. Il segreto mi eccita da morire, quel brivido di rischiare tutto. Domani? Sì, domani di nuovo. Non resisto.