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La Mia Siesta Proibita: Gola Profonda con l’Amante in Campagna

Dio, che caldo quel pomeriggio d’estate. La casa di campagna dei miei, dove sono cresciuta, cuoceva sotto i 38 gradi. Pranzo all’ombra del salice, con mio marito, i miei fratelli, le cognate e i nipoti che correvano come matti intorno alla piscina. Io, l’avvocatessa impeccabile, con l’anello nuziale che brilla al sole, sorridente e composta. Ma dentro… dentro bruciavo. Lui era lì, il mio amante, invitato come ‘amico di famiglia’. Nessuno sospettava. I nostri sguardi si incrociavano, carichi di elettricità.

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Finito il caffè, mi alzo. ‘Vado a fare un pisolino,’ dico a tutti, con voce tranquilla. Marito annuisce distratto, i bambini urlano. Lo guardo fisso, un secondo di troppo. Capisce. Il cuore mi martella nel petto mentre cammino sul sentiero di lavanda verso la vecchia ala della casa. Muri spessi, perfetti per soffocare i gemiti. Entro nella camera dimenticata, mi sdraio sul letto di traverso, come da bambina, piedi penzoloni, testa all’indietro. Indosso il bikini marrone, la mia pelle abbronzata sudata, curve generose che il formaggio italiano non mi toglie. Gioco con una ciocca di capelli castani, ansiosa.

Il Pranzo Familiare e il Segnale nell’Occhio

Un graffio alla porta. È lui. Torso nudo, short da bagno, tatuaggi sul braccio, quel pancino che adoro. Chiudo la porta, sorriso complice. ‘Come stai?’ mormora inginocchiandosi dietro di me. Raccoglie i miei capelli, bacia il collo. Le sue mani sulle spalle, massaggiano. I laccetti del bikini lo infastidiscono. Alzo la testa, lui slaccia. Il top scivola, i miei capezzoli duri all’aria fresca della stanza. Non è solo il fresco, eh. Baci sul collo, la sua barba mi solletica. Sento l’odore di cloro dalla piscina, sudore misto al suo.

Le mani più audaci, mi strizzano i seni. Prende saliva dalla mia bocca, bagna un dito. Lo succhio come se fosse il suo cazzo, che muoio dalla voglia. Lo passa sul mio capezzolo destro, lo pizzica, tira. L’altro seno lo palpa forte. Il mio bacino si muove da solo, la fica si bagna sotto il bikini. Allargo le gambe, sfacciata. La sua mano scende, infila un dito sotto il tessuto. ‘Dopo,’ dice malizioso, ‘prima un altro programma.’ Frustrata, lo guardo con occhi velati.

La Stanza Calda e l’Orgasmo in Gola

Si alza, il cazzo duro sporge dallo short. Lo tiro fuori, lo accarezzo. Gocce di pre-sborra sul glande, le spalmo. Succhio i coglioni, lecca la vena pulsante. Saliva che cola, sudore che imperla. Lui mi guida, testa all’indietro nel vuoto. ‘Rilassati,’ dice. Paura del rigetto, ma l’eccitazione vince. Riunisce i capelli, spinge piano. Centimetro dopo centimetro, entra in gola. Stavolta ce la fa. Le sue palle sul mio mento, sensazione piena, animalesca. L’anello al mio dito sfiora la sua coscia mentre lo tengo.

Va e viene, forte. Il cuore mi esplode, e se sentono? Famiglia lì fuori… Miagola piano. Accelera. ‘Vengo,’ ansima. Annuisco con gli occhi: sì, in gola. Primo schizzo caldo, lo ingoio. Animalesca. Altri getti, un po’ cola dalla bocca sul collo. Si ammorbidisce, esce piano, mi accarezza. ‘Incredibile,’ sussurra. Ci abbracciamo sudati, pisolino vero per cinque minuti.

Mi rivestono in fretta. ‘Devo tornare,’ dico, baciandolo. Esco, viso innocente. Riabbraccio marito, ‘Siesta rigenerante!’ Rido dentro. L’anello pulito, ma la gola sa di lui. Il segreto mi fa bagnare ancora. Domani, un altro rischio? Non resisto.

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